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Risultati promettenti per talazoparib nel mCRPC

A cura di Alessio Malta By 14 Marzo 2023No Comments
Dai congressi

In base ai risultati presentati all’ASCO GU 2023 di San Francisco talazoparib, combinato con enzalutamide, migliora la PFS nei casi di carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione, indipendentemente dallo stato HRR.

I ricercatori dell’Huntsman Cancer Institute della Utah University hanno condotto uno studio di fase 3 randomizzato su 805 pazienti con carcinoma prostatico metastatico lieve o asintomatico: 0,5 mg di talazoparib o placebo insieme a 160 mg di enzalutamide al giorno. I pazienti sono stati anche stratificati per lo stato HRR.

Dallo studio emerge una PFS significativamente migliore nei pazienti del gruppo talazoparib (“non raggiunta” versus 21,9 mesi nel gruppo placebo, P=0,001), risultato confermato in tutti gli stati HRR. Da notare, ma si tratta di dati non ancora maturi, anche una tendenza positiva dell’overall survival nel gruppo talazoparib.

Quanto alla tossicità, eventi avversi di grado da 3 a 4 si sono verificati nel 71,9% dei pazienti nel braccio talazoparib (anemia, bassa conta dei neutrofili e bassa conta piastrinica) contro il 40,6% nel braccio placebo (ipertensione e affaticamento).

“Non solo la terapia di combinazione ha ritardato la progressione della malattia, ma ha anche ritardato significativamente la progressione dei valori di PSA e il tempo prima che fosse necessaria la chemioterapia rispetto al gruppo di controllo”, commenta Neeraj Agarwal dell’Huntsman Cancer Institute.

Si tratta di miglioramenti significativi per un tumore, quello della prostata, i cui trattamenti standard per la fase avanzata risalgono ormai a quasi un decennio fa.