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ASCO 2016: richiesta di CAM dalle pazienti con cancro al seno

By 7 Giugno 2016Aprile 7th, 2021No Comments
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Nell’ambito dei lavori interessati alle cure incentrate sul paziente, uno studio cross-sezionale presentato all’ASCO 2016 si è occupato di una coorte di pazienti malate di cancro al seno che ha richiesto cure integrative alla terapia oncologica. Cure e attenzioni tra loro anche molto diverse, in uno spettro che va dall’esercizio fisico e dalla dieta all’ayurvedica, il cui esito va quindi valutato con attenzione.

Un gruppo di pazienti con diagnosi di cancro al seno è stato reclutato in Germania tra il 2011 e il 2015 in un Centro di cure integrative specializzato. Hanno dato il loro consenso informato 710 malate, rispondendo a un questionario che valutava la loro storia clinica, le cure alternative già ricevute e le richieste di altre cure da integrare alle convenzionali. Le analisi includevano statistiche descrittive e logistiche modellate sulle richieste e le risposte delle intervistate.
Il primo dato rilevante è che il 75.2% delle pazienti già aveva fatto ricorso alla medicina alternativa complementare (CAM). Complessivamente, le interessate alle cure da integrare al trattamento oncologico erano il 90.6%. Le terapie più richieste? L’esercizio fisico (71.5%), i suggerimenti nutrizionali (68.2%), le tecniche di rilassamento (66.8%), e le stategie di auto-aiuto (65.8%), seguite da agopuntura (31.8%), yoga (23.4%), dagli estratti di vischio e dai massaggi (13.2%). Medicina naturale, ayurveda, omeopatia, supplementi nutrizionali, digiuno, terapia neurale e idroterapia pesavano invece per meno del 10% delle richieste.
Le caratteristiche predittive di chi faceva richiesta di cure integrative sembrano essere la giovane età per gli esercizi e lo yoga, l’alto tasso di scolarizzazione per l’idroterapia, mentre le pazienti con ricadute erano attratte dagli estratti di vischio e dal digiuno; chi vantava esperienze precedenti con le CAM dalle strategie di auto-aiuto, mentre chi soffriva di alti livelli d’ansia si rivolgeva volentieri alle tecniche di rilassamento ed ai massaggi, preferiti anche dalle pazienti con sintomi depressivi.

Resta il fatto che, in questo studio, molte pazienti con tumore al seno hanno riportato esperienze con le terapie integrative o ne hanno fatto richiesta. Gli autori sostengono che, dati i bassi rischi dell’interazione fra CAM e terapia convenzionale da una parte, e il possibile miglioramento dei sintomi e della qualità della vita grazie all’aggiunta delle CAM alle terapie ordinarie dall’altra, le terapie CAM dovrebbero essere consigliate e prescritte più spesso, già nell’impostazione iniziale della cura. Le terapie alternative e complementari, infatti, avrebbero il potere di migliorare la qualità della vita della persona malata, dal punto di vista psicologico e fisico.

Valeria Montebello

Fonte: ASCO 2016, abs e21604