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Ribociclib + letrozolo prolunga di un anno la OS nei tumori mammari avanzati

Luciano De Fiore By 19 Settembre 2021Settembre 20th, 2021No Comments
Congressi

L’aggiunta di un inibitore CDK 4/6 alla terapia ormonale di prima linea prolunga la sopravvivenza di un anno per le donne in postmenopausa con tumore al seno avanzato positivo al recettore ormonale (HR) e HER2 negativo, secondo gli ultimi risultati dello studio MONALEESA-2 presentati all’ESMO 2021. Per la prima volta si registra un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale per questa tipologia di pazienti.

Il prestigioso autore dello studio, Gabriel N. Hortobagyi (Dipartimento di Oncologia Medica Senologica, The University of Texas MD Anderson) ha dichiarato: «Studi precedenti avevano dimostrato che gli inibitori CDK 4/6 in combinazione con il trattamento ormonale standard prolungano di circa un anno la durata del controllo della malattia, cioè la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Questi farmaci sono stati successivamente approvati dalle agenzie di regolamentazione e sono disponibili per pazienti con tumore mammario avanzato HR positivo e HER2 negativo. I risultati odierni si aggiungono, dimostrando che l’inibitore CDK 4/6 ribociclib prolunga la sopravvivenza di un anno».

Lo studio ha randomizzato 668 pazienti a ribociclib più l’inibitore dell’aromatasi letrozolo o placebo più letrozolo. Le pazienti sono state escluse se avevano ricevuto in precedenza un inibitore CDK 4/6, una chemioterapia o una terapia endocrina in fase avanzata. La PFS mediana è risultata di 25,3 mesi per ribociclib più letrozolo e di 16,0 mesi per placebo più letrozolo. La sopravvivenza globale è stata valutata dopo 400 decessi e ha mostrato una durata mediana di 63,9 mesi per ribociclib più letrozolo, rispetto a 51,4 mesi per placebo più letrozolo. Hortobagyi ha commentato: «Per mettere questi risultati nella giusta prospettiva: faccio l’oncologo da 45 anni e alla luce di decine di migliaia di studi clinici sul tumore mammario posso dire che mentre un beneficio in termini di PFS è stato dimostrato molte, molto raramente invece abbiamo osservato un miglioramento della sopravvivenza globale. È difficile mostrare un’estensione statisticamente significativa della sopravvivenza per la terapia di I linea in questa tipologia di cancro al seno, perché a causa dello sviluppo di resistenze, i pazienti ricevono da quattro a 15 diversi tipi di trattamenti nel corso della loro malattia che diluiscono l’effetto della prima terapia».

A detta di Giuseppe Curigliano (Istituto Europeo di Oncologia, Milano), «è importante notare che questi dati sono relativi a pazienti endocrino-sensibili che non avevano precedentemente ricevuto una terapia endocrina per la malattia metastatica. L’implicazione clinica è che ora abbiamo una chiara dimostrazione che la combinazione della terapia endocrina più l’inibitore CDK 4/6 ribociclib prolunga sia la sopravvivenza libera da progressione che la sopravvivenza globale. A mio avviso, dovremmo ora confrontare le risposte eccezionali e i sopravvissuti a lungo termine con chi invece è andato subito incontro a una progressione di malattia e con i sopravvissuti a breve termine». Servono quindi ulteriori ricerche: «Potremmo così identificare le caratteristiche biologiche che potrebbero predire quali pazienti beneficiano maggiormente di questa nuova terapia. Se venisse trovato un meccanismo di resistenza, allora la ricerca potrebbe concentrarsi sullo sviluppo di nuove terapie per chi non risponde». Hortobagyi ha fatto inoltre notare che i risultati possono essere estesi ai pazienti con questo tipo di cancro in tutto il mondo, dal momento che lo studio ha incluso pazienti provenienti da 29 paesi dell’Europa occidentale, delle Americhe e dell’Asia orientale e i risultati riguardano i tumori mammari metastatici HR positivi e HER2 negativi, indipendentemente dalla etnia. Hortobagyi ha concluso: «Ribociclib è l’unico inibitore CDK 4/6 ad aver dimostrato finora un beneficio in termini di sopravvivenza globale in questa popolazione di pazienti; stiamo ancora aspettando i risultati degli studi su palbociclib e abemaciclib. Ma naturalmente si affacciano nuovi farmaci emergenti, come altri inibitori della chinasi, che annunciano la necessità di proseguire nella ricerca».

Fonte:
LBA17_PR – Overall survival (OS) results from the phase III MONALEESA-2 (ML-2) trial of postmenopausal patients (pts) with hormone receptor positive/human epidermal growth factor receptor 2 negative (HR+/HER2−) advanced breast cancer (ABC) treated with endocrine therapy (ET) ± ribociclib (RIB).