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Radioterapia nel linfoma primitivo del mediastino? È possibile farne a meno

A cura di Stefania Mengoni By 6 Giugno 2023No Comments
Congressi

I risultati del più grande studio prospettico sul linfoma primitivo del mediastino a cellule B, presentati in una sessione orale di ASCO 2023, mostrano che la radioterapia può essere omessa nei pazienti che hanno ottenuto una risposta metabolica completa dopo la chemioimmunoterapia.

Lo studio internazionale ELSG37 ha evidenziato, infatti, che questi pazienti possono essere risparmiati dalle tossicità tardive della radioterapia senza compromettere le possibilità di guarigione.
Il trial multicentrico randomizzato ha arruolato 545 pazienti (209 uomini, 336 donne) di età compresa tra 18 e 70 anni provenienti da oltre 13 Paesi.
La chemioimmunoterapia d’induzione è stata completata e la risposta è stata valutata in 530 pazienti.; 268 (50,6%) hanno avuto una risposta metabolica completa e sono stati randomizzati all’osservazione (132) o alla radioterapia (136). Lo studio ha rilevato che i pazienti in remissione completa avevano un tasso di sopravvivenza globale del 99% a 30 mesi dalla randomizzazione, indipendentemente dal fatto che fossero stati, o meno, sottoposti a radioterapia. Il beneficio aggiuntivo della radioterapia nel ridurre il rischio di recidiva era minimo, con tassi di sopravvivenza libera da progressione molto molto simili osservati in entrambi i gruppi di pazienti.

Il follow-up mediano è stato di 63 mesi. La sopravvivenza libera da progressione a 30 mesi è stata del 98,5% nel braccio di radioterapia e del 96,2% nel braccio di osservazione. Gli effetti collaterali più comuni della chemioimmunoterapia standard sono stati perdita di capelli, fatigue, mal di gola, riduzione transitoria del numero di globuli bianchi (con conseguente rischio di infezioni), piastrine (con rischio di ematomi e sanguinamenti) e globuli rossi (anemia).

La radioterapia, inoltre, può causare problemi cardiaci, tra i quali cardiopatia ischemica, ipertensione, valvulopatie, cicatrici o infiammazioni del tessuto cardiaco. I campi di radiazioni che coinvolgono i polmoni possono provocare tessuto cicatriziale (fibrosi) o infiammazione (polmonite), nonché malattie polmonari ostruttive. “La necessità di massimizzare i tassi di guarigione con la terapia iniziale ha reso la radioterapia di consolidamento uno standard di cura storico, anche a causa degli scarsi risultati ottenuti con la sola chemioterapia, prima dell’avvento del rituximab, e degli ottimi risultati mostrati negli studi”, ha spiegato Emanuele Zucca, responsabile dell’Unità Linfomi presso l’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana a Bellinzona. “Tuttavia, le tossicità a lungo termine della radioterapia mediastinica sono ben documentate, in particolare per quanto riguarda i secondi tumori mammari, tiroidei e polmonari e l’aumento del rischio di patologie, cardiache coronariche o valvolari, in un setting di pazienti composto in gran parte da giovani adulti. Questo studio dimostra che la chemioimmunoterapia da sola è un trattamento efficace per il linfoma primitivo del mediastino a cellule B e supporta fortemente l’omissione della radioterapia senza che ciò influisca sulle possibilità di guarigione.”
Studi recenti hanno dimostrato che i regimi di chemioimmunoterapia aggressiva da soli, come la DA-EPOCH-R (etoposide, prednisone, vincristina, ciclofosfamide, doxorubicina), possono fornire risultati eccellenti senza l’uso della radioterapia. Inoltre, le nuove immunoterapie, come gli inibitori dei checkpoint immunitari e la terapia CAR-T, si stanno rivelando promettenti nei pazienti con linfoma che recidiva dopo il trattamento.

I ricercatori stanno attualmente esplorando la fattibilità di un nuovo studio per verificare se l’utilizzo della biopsia liquida insieme alla PET possa aiutare a ottimizzare le decisioni terapeutiche nei pazienti che non hanno ottenuto una risposta completa con l’immunochemioterapia iniziale.

Bibliografia. Zucca E, et al. Observation vs. radiotherapy in primary mediastinal B-cell lymphoma patients with complete response to standard immunochemotherapy: the IELSG37 randomized trial. ASCO Meeting 2023; abstract #LBA7505.