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Prostata: evidenze a favore dello screening PSA negli afroamericani

Fabio Ambrosino By 24 Maggio 2021Giugno 3rd, 2021No Comments
CongressiTemi

Gli uomini di etnia afroamericana che si sottopongono a frequenti screening per il carcinoma della prostata potrebbero avere un rischio minore di patologia avanzata e metastasi al momento della diagnosi. Saranno presentati nel corso del Meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in programma dal 4 all’8 giugno in modalità virtuale, i risultati di uno studio osservazionale che ha indagato i possibili effetti dello screening con il PSA in questa specifica popolazione.

Sono stati inclusi nell’analisi 4.726 soggetti afroamericani di età compresa tra i 40 e i 55 anni, a cui era stato diagnosticato un carcinoma della prostata tra il 2004 e il 2017. I ricercatori hanno studiato la relazione tra la frequenza con cui i pazienti si erano sottoposti a un test del PSA nei 5 anni precedenti la diagnosi e gli outcome clinici. Dai risultati è emerso che una maggiore frequenza degli esami potrebbe associarsi, in questa popolazione, a una probabilità inferiore di avere una patologia avanzata al momento della diagnosi. Nello specifico una frequenza dello screening più elevata è risultata associata a una riduzione del 40% del rischio di malattia metastatica e del 25% di morte per un carcinoma della prostata. Un effetto simile, poi, è stato riscontrato anche nei pazienti con un alto tasso di utilizzo dei servizi di assistenza primaria, a suggerire un possibile effetto positivo di un intervento congiunto basato su screening e medicina territoriale.

Come sottolineato da Edmund M. Qiao dell’University of California, responsabile dello studio, i risultati sono particolarmente importanti alla luce della maggiore incidenza e letalità del carcinoma della prostata nei soggetti afroamericani, i quali sono inoltre spesso sottorappresentati negli studi sullo screening con il PSA. “Le evidenze supportano l’importanza di uno screening precoce negli afroamericani – ha sottolineato Qiao – in quanto potenzialmente associato a outcome clinici migliori. Inoltre, ci avvicinano leggermente all’obiettivo di ridurre le disparità razziali esistenti nell’ambito del carcinoma della prostata”.

Fabio Ambrosino