PFS nel NSCLC EGFRm, dati incoraggianti su aumolertinib dal trial ACROSS 2

A cura di David Frati By 8 Settembre 2025No Comments
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L’EGFR-TKI di terza generazione aumolertinib in combinazione con la chemioterapia a base di platino e pemetrexed migliora significativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto alla monoterapia con aumolertinib in pazienti con NSCLC avanzato/metastatico con mutazioni sensibilizzanti dell’EGFR e mutazioni concomitanti dei geni oncosoppressori. Lo dimostrano i risultati dello studio di Fase III ACROSS 2, presentati all’International Association for the Study of Lung Cancer (IASLC) 2025 World Conference on Lung Cancer di Barcellona.

I pazienti con mutazioni concomitanti EGFR di solito affrontano una prognosi sfavorevole e, fino ad ora, non avevano un regime di trattamento standard nella pratica clinica. Studi precedenti hanno suggerito che un EGFR-TKI combinato con la chemioterapia potrebbe fornire una migliore efficacia rispetto a un EGFR-TKI da solo. Secondo Jie Wang del National Clinical Research Center for Cancer di Beijing ACROSS 2 è il primo studio di Fase III globale, multicentrico, in aperto, randomizzato e controllato ad affrontare questa questione.

Nello studio i pazienti con NSCLC con conferma istologica di stadio IIIB–IV, con mutazioni sensibilizzanti dell’EGFR e mutazioni dei geni oncosoppressori, e con stato di performance ECOG 0–1, sono stati randomizzati a ricevere aumolertinib 110 mg/die + carboplatino (AUC=5) e pemetrexed 500 mg/m² ogni 3 settimane, o la monoterapia con aumolertinib, fino alla progressione della malattia. I fattori di stratificazione includevano il tipo di mutazione EGFR e la presenza di metastasi del SNC. L’endpoint primario era la PFS; gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva (ORR), il tasso di controllo della malattia (DCR), la durata della risposta (DoR), la sopravvivenza globale (OS) e la sicurezza.

A un follow-up mediano di 25.3 mesi la PFS mediana è risultata di 19.78 mesi (combinazione) vs. 16.53 mesi (monoterapia); HR = 0.55 (95% CI: 0.339–0.910; p=0.0205). I dati sulla OS rimangono immaturi. Gli eventi avversi più comuni (≥20%) legati al trattamento sono stati: diminuzione della conta dei globuli bianchi, diminuzione della conta dei neutrofili, diminuzione della conta delle piastrine, anemia, aumento di AST/ALT, aumento di CK, aumento della creatinina sierica, nausea, stipsi ed eruzione cutanea. Conclude Wang: “Questo studio di Fase III fornisce la prima evidenza che aumolertinib combinato con platino-pemetrexed offre un beneficio statisticamente significativo in termini di PFS rispetto alla monoterapia per questa popolazione di pazienti, con un profilo di sicurezza gestibile”.