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PFS e OS negli studi sugli inibitori del checkpoint immunitario

By 12 Settembre 2020Maggio 12th, 2021No Comments
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Nei trial clinici randomizzati finalizzati a valutare l’efficacia degli inibitori del checkpoint immunitario nel trattamento dei tumori solidi la sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS) a 6 mesi rappresenta un buon predittore della sopravvivenza complessiva (OS) a 12 mesi. Sono stati pubblicati su JAMA Network Open i risultati di una revisione sistematica e metanalisi condotta su 60 studi, i quali aprono a nuove possibilità per lo studio di quelle patologie in cui la realizzazione di trial randomizzati di fase III è particolarmente complicata (1).

Queste le molecole studiate nei trial inclusi nella revisione: pembrolizumab, nivolumab, ipilimumab, durvalumab, tremelimumab, atezolizumab e avelumab. In totale, sono stati presi in considerazione 17,891 pazienti, di cui il 36% era affetto da carcinoma polmonare non a piccole cellule, il 16% da melanoma e il 47% da altre patologie oncologiche come un carcinoma della mammella triplo negativo, un carcinoma testa-collo a cellule squamose o un carcinoma gastroesofageo. I ricercatori hanno sviluppato un modello di regressione lineare, aggiustato per tipologia di tumore, utile a valutare il grado di correlazione tra la PFS a 6 mesi o il tasso di risposta obiettiva (ORR) e l’OS a 12 mesi. Un’analisi condotta su 63 bracci sperimentali composti da pazienti trattati con un inibitore del checkpoint immunitario ha messo in evidenza una correlazione “forte” tra PFS a 6 mesi e OS a 12 mesi (r=0,83), mentre una seconda analisi condotta su 64 bracci sperimentali ha messo in evidenza una correlazione “moderata” tra ORR e OS a 12 mesi (r=0,65).

Dall’analisi svolta rispettivamente su 65 e 66 trial clinici randomizzati in cui erano stati messi a confronto inibitori del checkpoint immunitario e una terapia di controllo, invece, è emersa una correlazione “moderata” tra PFS e OS e tra ORR e OS. Infine, sotto-analisi più specifiche hanno messo in evidenza come la correlazione tra ORR e OS a 12 mesi fosse più forte per i bracci che valutavano un inibitore del checkpoint immunitario in monoterapia rispetto alle combinazioni con inibitori della tirosin-chinasi e chemioterapici (r=0,80 vs r=0,38) e in seconda linea o successive rispetto alla prima linea di trattamento (r=0,66 vs r=0,37). “Quando, a causa di limitazioni quali la ridotta dimensione dei campioni nel caso di tumori rari, non è possibile realizzare un trial randomizzato di fase III – ha commentato Peey-Sei Kok dell’University of Sidney in New South Wales (Australia), tra gli autori della revisione – i risultati della PFS a 6 mesi possono essere d’aiuto per regolatori, decisori e finanziatori al fine di valutare l’efficacia di un trattamento, anche quando le evidenze si basano su trial di dimensioni ridotte e non randomizzati”.

Fabio Ambrosino

1. Kok PS, Cho D, Yoon WH, et al. Validation of progression-free survival rate at 6 months and objective response for estimating overall survival in immune checkpoint inhibitor trials. A systematic review and meta-analysis. JAMA Netw Open; 3: e2011809. doi:10.1001/jamanetworkopen.2020.11809