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Pembrolizumab neoadiuvante ed adiuvante migliora i tassi di pCR nel carcinoma mammario triplo-negativo con investimento linfonodale

By 13 Dicembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
Congressi

L’aggiunta dell’immunoterapico anti-PD-1 pembrolizumab alla chemioterapia neoadiuvante e come trattamento adiuvante migliora i tassi di risposte patologiche complete (pCR) nei pazienti con carcinoma mammario triplo-negativo (TNBC) che presentano linfonodi interessati. È quanto evidenziano i risultati dello studio KEYNOTE-522, presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium. I dati di pCR del KEYNOTE 522 erano stati anticipati all’ESMO di Barcellona, tenutosi a settembre, ma senza l’analisi del sottogruppo di pazienti con coinvolgimento linfonodale che è invece inclusa nell’update presentato a SABCS 2019.

“Il carcinoma mammario triplo-negativo è un sottotipo di cancro aggressivo con un più alto tasso di ricorrenza nei primi 5 anni dopo la diagnosi, se confrontato agli altri sottotipi di carcinoma mammario”, afferma Peter Schmid (professore di oncologia medica al Barts Cancer Institute di Londra), “Un rischio che diventa persino più alto in presenza di interessamento linfonodale”. L’attuale standard of care per il TNBC in stadio precoce è la chemioterapia ed ampi dati a supporto, ha spiegato Schmid, hanno dimostrato che nei pazienti che mostrano una risposta patologica completa alla chemioterapia neoadiuvante si possono prevedere tassi di ricorrenza molto più bassi, soprattutto nei pazienti con carcinomi più aggressivi come il TNBC.

“Attualmente, il tasso di pCR per la chemioterapia standard a base di antracicline e taxani in combinazione è circa del 40%, o intorno al 50% se alla combinazione si aggiunge una chemio a base di platino”, continua Schmid. “Permane l’esigenza di nuovi regimi che possano incrementare i tassi di pCR e la sopravvivenza a lungo termine e libera da eventi nei pazienti con TNBC”.
In questo studio, il gruppo di Schmid ha esaminato l’effetto dell’aggiunta dell’inibitore di checkpoint immunitario pembrolizumab alla chemioterapia neoadiuvante e alla terapia adiuvante nei pazienti con TNBC in stadio precoce: il trattamento mirato al pathway PD-1/PD-L1 che aveva già mostrato efficacia nei pazienti con TNBC in fase metastatica.

Lo studio ha arruolato 1.174 pazienti naive dai 18 anni in su con TNBC primario non metastatico. I pazienti sono stati randomizzati con rapporto 2:1 a ricevere pembrolizumab più chemioterapia o placebo più chemioterapia come trattamento neoadiuvante. Dopo il trattamento neoadiuvante i pazienti sono stati sottoposti a chirurgia curativa e a radioterapia come da indicazione. I pazienti hanno ricevuto pembrolizumab adiuvante o placebo fino a recidiva o a tossicità inaccettabile. Gli end point primari dello studio, che è ancora in corso, sono il tasso di risposte complete e la sopravvivenza libera da eventi.

Al Congresso ESMO, Schmid e i colleghi avevano riferito che i pazienti del braccio sottoposto a pembrolizumab e chemioterapia mostravano un tasso significativamente più alto di pCR al confronto con i pazienti del braccio con sola chemio (64,8 % vs. 51,2 %), indipendentemente dall’espressione di PD-L1. Gli ultimi dati presentati a San Antonio, riguardanti il sottogruppo di pazienti il cui cancro si è diffuso ai linfonodi, mostrano che nel braccio in cui la chemioterapia è associata a pembrolizumab il tasso di risposte patologiche complete è del 64,8% contro il 44,1% del braccio che ha assunto solo chemioterapia. Alti tassi di pCR sono stati osservati anche nei pazienti con malattia in stadio III.

“I nostri risultati suggeriscono che, nello scenario attuale del carcinoma mammario, l’aggiunta di pembrolizumab alla chemioterapia neoadiuvante porta un beneficio ai pazienti con la patologia più aggressiva rispondendo pertanto ad un sostanziale unmet need”. Lo studio è ancora in corso, per cui i dati di event-free survival, che mostrano un trend favorevole, sono da considerarsi ancora preliminari: saranno necessarie ulteriori analisi, previste in un futuro molto vicino, per raggiungere la significatività statistica.

Giulia Volpe

P. Schmid, et al. Keynote-522 study of pembrolizumab + chemotherapy vs placebo + chemotherapy as neoadjuvant treatment, followed by pembrolizumab vs placebo as adjuvant treatment for early triple-negative breast cancer: Pathologic complete response in key subgroups. San Antonio Breast Cancer Symposium (San Antonio, 10-14 dicembre). ABSTRACT Publication Number: GS3-03.