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Pembrolizumab in prima linea per i tumori gastrici in fase avanzata

By 1 Giugno 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Nei pazienti con un carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea in fase avanzata, PD-L1-positivo ed HER2-negativo, un trattamento iniziale con pembrolizumab permette di ottenere gli stessi risultati (o addirittura superiori), in termini di sopravvivenza complessiva, della chemioterapia. È quanto emerge dai risultati del trial randomizzato di fase III KEYNOTE-062, presentati a Chicago nel corso del Meeting 2019 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).

Sono stati presi in considerazione 763 pazienti con un’età media di 62 anni, il 26% dei quali era stato precedentemente sottoposto a un intervento di chirurgia gastrica per la rimozione di un tumore. In totale il 69% dei soggetti aveva un carcinoma gastrico e il 30% un carcinoma della giunzione gastro-esofagea; sono stati inclusi nello studio solo i pazienti con tumori HER2-negativi: la tipologia con il rischio maggiore di recidiva post-trattamento. I livelli di PD-L1 sono stati analizzati mediante CPS, risultato pari o superiore a 1 nel 100% dei soggetti e pari o superiore a 10 nel 37% (n=281). I pazienti, i quali sono stati seguiti per un follow up medio di 11,3 mesi, sono stati randomizzati per ricevere una di tre opzioni di trattamento: pembrolizumab per via endovenosa, pembrolizumab più chemioterapia, chemioterapia più placebo. Il trattamento con solo pembrolizumab ha raggiunto l’endpoint primario, risultando non inferiore alla chemioterapia standard. In particolare, l’efficacia di questo approccio è risultata comparabile a quella della chemioterapia nei pazienti con CPS compreso tra 1 e 10 (sopravvivenza complessiva media: 10,6 mesi nel gruppo pembrolizumab; 11,6 mesi nel gruppo chemioterapia), mentre è risultata superiore al trattamento chemioterapico nei pazienti con CPS pari o superiore a 10 (sopravvivenza complessiva media: 17,4 mesi nel gruppo pembrolizumab; 10,8 mesi nel gruppo chemioterapia). Dopo due anni di trattamento con prembrolizumab, il 39% dei pazienti con CPS pari o superiore a 10 era ancora in vita, contro il 22% di quelli sottoposti a chemioterapia. Non sono invece emerse differenze, in termini di sopravvivenza complessiva e sopravvivenza libera da progressione, tra i pazienti trattati con pemrbolizumab più chemioterapia e quelli trattati solo con chemioterapia.

Per quanto riguarda la sicurezza, infine, il tasso di eventi avversi gravi è risultato inferiore nei pazienti trattati solo con pembrolizumab: tossicità di grado 3 sono state rilevate nel 17% di questo gruppo, rispetto al 73% di quello in trattamento con pembrolizumab più chemioterapia e il 69% di quello trattato solo con chemioterapia. “Lo studio dimostra che nei pazienti con carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea in fase avanzata, PD-L1-positivo ed HER2-negativo, di nuova diagnosi, un trattamento di prima linea con pembrolizumab è efficace – ha commentato Josep Tabernero, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Vall’d’Hebron Barcelona University Hospital –, i nostri risultati mostrano quanto sia importante continuare la ricerca nell’ambito di queste tipologie tumorali”.

Fabio Ambrosino

▼ Tabarnero J, Van Cutsem E, Bang YJ, et al. Prembrolizumab with or without chemotherapy versus chemoterapy for advanced gastric or gastroesophageal junction (G/GEJ) adenocarcinoma. Abstract LBA4007. 2019 ASCO Annual Meeting.