
Uno studio retrospettivo presentato quest’anno ha appena sottolineato l’insufficiente presenza tra i relatori ai congressi ASCO dell’oncologia sudamericana. Un altro studio sembra indicare una inversione di tendenza, rilevando la crescente partecipazione dell’America Latina, e in particolare del Brasile, all’Annual Meeting di quest’anno, testimoniando una trasformazione significativa del panorama della ricerca oncologica nella regione. Lo confermano due studi presentati a Chicago da Gustavo De Oliveira Bretas, oncologo brasiliano (Oncoclínicas&CO, Rio De Janeiro), che ha analizzato l’evoluzione della presenza latinoamericana all’ASCO tra il 2020 e il 2024, con un focus sul profilo dei ricercatori e sull’origine geografica dei contributi.
Secondo l’analisi riferita al quinquennio 2020–2024, il Brasile ha contribuito con 349 abstract, il 71% dei quali provenienti dalla regione Sud-Est — in particolare da San Paolo, Minas Gerais e Rio de Janeiro — riflettendo la distribuzione nazionale degli oncologi come delineata dal Censimento Oncologico Brasiliano 2023. Una parità di genere quasi perfetta (50,4% uomini, 49,5% donne) e un equilibrio tra istituzioni pubbliche (52,4%) e private (47,5%) delineano un contesto di ricerca variegato e bilanciato. Tuttavia, la predominanza di studi retrospettivi e la prevalenza di presentazioni “Publication Only” (80,8%) indicano una maturazione ancora in corso nella produzione scientifica. Solo il 21,7% degli abstract ha raggiunto la pubblicazione su riviste indicizzate PubMed entro fine 2024, con un tempo mediano alla pubblicazione di 369 giorni.
Il secondo studio, dello stesso autore, estende lo sguardo all’intera America Latina nel triennio 2022–2024, rivelando un incremento del 55,8% dei contributi al congresso (da 102 a 159 abstract annui), pur rappresentando ancora solo l’1,9% del totale globale. Il Brasile, con il 57,3% degli abstract, si conferma motore trainante della regione, seguito da Messico (18%), Perù, Argentina e Colombia. Anche in questo caso, la distribuzione di genere tra i primi autori (54% uomini, 46% donne) e la ripartizione tra istituzioni pubbliche e private suggeriscono un ecosistema di ricerca dinamico e inclusivo. Le aree tematiche più frequenti riguardano il tumore della mammella, la qualità delle cure e la prevenzione. La percentuale di pubblicazioni su PubMed si attesta al 16,4%, con un tempo mediano alla pubblicazione di 308 giorni.
Nel complesso, i dati presentati da Gustavo Bretas raccontano di una regione in fermento, che sta guadagnando visibilità sulle principali piattaforme internazionali, pur scontando ancora significative disparità interne e una produzione scientifica che fatica a tradursi in pubblicazioni peer-reviewed. Per l’oncologia latinoamericana, e per quella brasiliana in particolare, la sfida ora è quella di consolidare questo trend positivo, investendo in equità di accesso alla ricerca e in qualità metodologica, così da rendere più incisivo il contributo della regione alla cura globale del cancro.
Fonti: abstract # e23108 e # e23111, ASCO Annual Meeting 2025



