Skip to main content

Oncologia di precisione: parola d’ordine dell’ASCO18

By 1 Giugno 2018Maggio 14th, 2021No Comments
CongressiSpeciali

Il comitato scientifico dell’ASCO di quest’anno sembra aver tenuto conto della raccomandazione di Daniel Burnham, il grande architetto “inventore” della Chicago moderna: «Non fate progetti piccoli; non possiedono la magia che accende il sangue della gente». Il leit-motiv di quest’anno infatti è “Delivering Discoveries: Expanding the Reach of Precision Medicine”. Promettente e sfidante, se è vero che mai come adesso la ricerca sta districando i diversi meccanismi con cui il cancro esordisce, cresce e metastatizza, mettendo a fuoco contemporaneamente le risposte del sistema immunitario.

L’oncologia mondiale riunita a congresso inizia a considerare da vicino le nuove tecniche e i più recenti protocolli in grado di concretizzare la parola d’ordine ormai invalsa da qualche anno: medicina di precisione. Magari grazie all’ingegnerizzazione delle cellule CarT (Chimeric Antigen Receptor), tra i più riusciti strumenti che l’immunoterapia sta mettendo a fuoco per la cura dei tumori. Un mezzo in più, molto sofisticato, che si aggiunge ad altri trattamenti mechanism-driven e personalizzati. I primi due prodotti a base di cellule CarT stanno affacciandosi sul mercato americano (già approvati dall’FDA), mentre si intravedono all’orizzonte tipi diversi di CarT cells.

Si tratta di esperienze già introdotte anche in Italia, se è vero che la Sapienza, università di Roma ha inaugurato giorni fa l’Istituto oncologico universitario (IOS) proprio per avviare un numero maggiore di sperimentazioni di nuovi farmaci antineoplastici e di sviluppare protocolli terapeutici sempre più personalizzati, tendenzialmente in grado di offrire terapie ritagliate sulle esigenze del singolo paziente. È ormai noto che le nostre crescenti conoscenze della biologia del cancro sovrintendono alla scoperta di terapie mirate che puntano mutazioni molto specifiche, consentendo continui miglioramenti nei risultati per i pazienti che presentino tali mutazioni. Con un vantaggio ovvio anche in termini di spesa complessiva, per quanto costosi possano essere i nuovi farmaci.

La giornata inaugurale, tuttavia, sembra dimostrare più che altro di aver metabolizzato le parole d’ordine scelte dall’ASCO nel più recente passato. Come un Giano che guardi coerentemente all’indietro, il congresso pare aver interiorizzato l’attenzione acuita per un’oncologia centrata sulle persone malate: come nel caso dello studio presentato da Supriya Mohile sul geriatric assessment volto a migliorare gli outcome dei pazienti anziani; e si consideri che un malato tipo di tumore al polmone oggi ha settant’anni. Oppure, sulle disparità di trattamento, dovute al genere, alla razza ed alla diversa disponibilità economica dei pazienti. Richard Schilsky, già Presidente dell’ASCO, ha sottolineato l’assurdità di una situazione per cui nello stato di Washington un farmaco contro il tumore colorettale arrivi a costare il doppio rispetto a quanto avviene nel confinante stato canadese di British Columbia, dove è il Governo a decidere del prezzo dei farmaci.

Auguri convinti, Ministra Giulia Grillo. Insieme a un invito a tener conto della ricchezza dei risultati conseguiti nel nostro Paese dalla “gamba principale” del nostro sistema sanitario, pubblico, universalistico e attento ai bisogni di tutti.

Luciano De Fiore