
Uno studio internazionale prospettico e randomizzato, presentato ad ASCO 2025, ha valutato l’efficacia di un test molecolare basato su un panel di 14 geni nel selezionare i pazienti operati per carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso in stadio IA-IIA ad alto rischio di recidiva, potenzialmente beneficiari di chemioterapia adiuvante. Tra i 421 pazienti sottoposti a resezione chirurgica, 194 sono stati identificati come a rischio intermedio-alto e randomizzati: 87 hanno ricevuto quattro cicli di chemioterapia a base di platino, mentre 107 sono stati assegnati a semplice osservazione.
Dopo 24 mesi di follow-up, il braccio trattato con chemioterapia ha mostrato una riduzione del 78% del rischio combinato di recidiva o morte rispetto al gruppo di osservazione (HR 0,22; IC 95% 0,06-0,76; p = 0,0087). La sopravvivenza libera da malattia (DFS) a 24 mesi è risultata del 96% IC 95% 92-100%) nei pazienti sottoposti a chemioterapia e del 79% (IC 95% 70-90%) in quelli osservati, senza che in entrambi i bracci si raggiungesse la mediana di DFS. Questi dati hanno indotto il Data Safety Monitoring Board a sospendere prematuramente l’arruolamento, proseguendo però il follow-up per i risultati a lungo termine.
Il carcinoma polmonare rimane la neoplasia più comune a livello globale, con circa 226 650 nuove diagnosi annue negli Stati Uniti, di cui circa 70 000 in stadio I-IIA; tra questi, il 70 % presenta istologia non squamosa (adenocarcinoma e carcinoma a grandi cellule). Nonostante la diagnosi in fase precoce, la sopravvivenza libera da malattia a cinque anni dopo chirurgia si attesta intorno al 65%, lasciando un terzo dei pazienti a rischio di recidiva entro il quinquennio. L’introduzione di un test molecolare predittivo come RiskReveal potrebbe affinare la selezione dei candidati a chemioterapia adiuvante, ottimizzando gli esiti clinici nei sottogruppi ad alto rischio.
I prossimi step comprendono il proseguimento del monitoraggio per valutare l’impatto a lungo termine del test e l’eventuale integrazione di terapie mirate e immunoterapie nei pazienti operati in fase precoce di NSCLC. I risultati definitivi potrebbero influenzare in modo significativo le future linee guida sull’utilizzo della chemioterapia adiuvante in questo contesto clinico.


