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NSCLC EGFR+, i dati di sopravvivenza dello studio FLAURA

By 28 Settembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Rispetto al trattamento con gli inibitori della tirosin-chinasi (TKI) di prima generazione, l’impiego di osimertinib in prima linea aumenta significativamente la sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione Ex19del/L858R di EGFR. È quanto emerge dai risultati dello studio FLAURA, presentati al Meeting annuale dell’European Society for Medical Oncology in corso a Barcellona.

Dai risultati è emerso un tasso di sopravvivenza complessiva di 38,6 mesi nei pazienti trattati con il TKI di terza generazione osimertinib rispetto ai 31,8 mesi del gruppo di pazienti trattati con i TKI di prima generazione, con un hazard ratio di 0,799 (p=0,0462). Al follow up a tre anni il 54% dei soggetti in trattamento con osimertinib era ancora vivo, rispetto al 44% di quelli del gruppo di controllo. “I risultati sono significativi da un punto di vista sia statistico che clinico – ha commentato Suresh Ramalingam del Winship Cancer Insitute dell’Emory University. “Questa è la prima volta che un TKI dimostra di poter allungare la sopravvivenza rispetto a un altro TKI”.

Inoltre, dopo la progressione di malattia, il 31% dei pazienti trattati con un TKI di prima generazione è passato al gruppo osimertinib; il 47% se si considera anche il periodo successivo alla conclusione dello studio. “Un dato conforme a quanto ci aspetteremmo in un setting di real world – ha concluso Ramalingam –, in quanto solo il 50% dei pazienti che sviluppano la mutazione T790M sono candidabili al trattamento con osimertinib”.

Fabio Ambrosino

▼ Ramalingam SS, Gray JE, Ohe Y, et al. Osimertinib vs comparator EGFR-TKI as first-line treatment for EGFRm advanced NSCLC (FLAURA): Final overall survival analysis. Abstract LBA5_PR, ESMO 2019.