
Il regime antiemetico a base di olanzapina (OLANZ) si è dimostrato non inferiore al regime contenente palonosetron, fosaprepitant e desametasone nel controllo della nausea e del vomito indotti da chemioterapia (CINV, Chemotherapy-Induced Nausea and Vomiting). Sono i risultati di uno studio randomizzato di fase III condotto su pazienti pediatrici sottoposti a chemioterapia altamente emetogena (HEC, Highly Emetogenic Chemotherapy) presentato al meeting annuale dell’America Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago.
“Questo studio fornisce la prima evidenza prospettica di alta qualità nella popolazione pediatrica che il desametasone può essere omesso in sicurezza senza compromettere l’efficacia, stabilendo così una strategia di risparmio steroideo (steroid-sparing) praticabile e clinicamente significativa”, ha affermato il relatore dell’abstract, Venkatraman Radhakrishnan del Cancer Institute WIA (Adyar Cancer Institute) di Chennai, in India. Radhakrishnan ha sottolineato che, sebbene il desametasone rappresenti da tempo una componente fondamentale della profilassi della CINV per la HEC, il suo utilizzo è associato a effetti avversi clinicamente rilevanti, sia a breve che a lungo termine. “Fino ad ora non vi erano evidenze da studi pediatrici prospettici randomizzati che valutassero una profilassi priva di desametasone in questo contesto; ciò rappresentava un gap critico di evidenze che ha motivato direttamente il nostro studio”.
Lo studio ha arruolato un totale di 310 pazienti di età compresa tra i 4 e i 18 anni, randomizzati a ricevere desametasone, palonosetron e fosaprepitant (gruppo DEX; 156 pazienti) oppure olanzapina (gruppo OLANZ; 154 pazienti). Di questi, 299 pazienti sono stati inclusi nella popolazione per-protocol; l’età mediana era di 13 anni e il 56,8% ha ricevuto una HEC multidie. L’endpoint primario era la risposta completa (CR) al vomito, definita come assenza di episodi di vomito e nessun ricorso a farmaci antiemetici al bisogno (rescue). Il tasso di CR nel gruppo DEX è stato del 56,9%, contro il 63,5% nel gruppo OLANZ, soddisfacendo i criteri di non inferiorità. Fase acuta (0-24 ore): la CR è stata osservata rispettivamente nel 64,2% del gruppo DEX e nel 68,9% del gruppo OLANZ. Fase tardiva (24-120 ore): i tassi di CR sono stati rispettivamente del 78,8% e del 79,1%. CR per la nausea (periodo complessivo): è stata raggiunta con tassi del 54,3% con DEX e del 53,4% con OLANZ.
Radhakrishnan ha osservato che il design open-label dello studio costituisce un limite importante, così come il fatto che gli outcome siano stati valutati su un singolo ciclo di chemioterapia; ciò limita la valutazione delle tossicità cumulative, in particolare quelle correlate all’esposizione steroidea ripetuta. Ha tuttavia aggiunto che i risultati sono rimasti coerenti sia nelle analisi per-protocol che in quelle intention-to-treat, e che i ricercatori hanno condotto analisi di sensibilità che hanno confermato la robustezza dei dati.
“Il regime a base di olanzapina può essere particolarmente utile nei pazienti in cui l’esposizione agli steroidi è indesiderata o potenzialmente dannosa”, ha affermato Radhakrishnan. Tali pazienti includono, tra gli altri, i bambini affetti da diabete o a rischio metabolico e quelli ad alto rischio di infezione. Questo regime potrebbe inoltre essere rilevante nel trattamento dei pazienti con tumori cerebrali, poiché i corticosteroidi possono ridurre la penetrazione della chemioterapia nel sistema nervoso centrale e aggiungere tossicità neurocognitive e metaboliche. Anche i pazienti sottoposti a immunoterapie, come la terapia con cellule CAR-T, potrebbero trarne beneficio, dato che gli steroidi possono attenuare l’efficacia di tali trattamenti.
“Questi risultati hanno importanti implicazioni per la pratica clinica e per lo sviluppo di linee guida a supporto di approcci steroid-sparing”, ha concluso Radhakrishnan. “In particolare, nonostante l’attuale tripla associazione profilattica, una percentuale sostanziale di pazienti continua a manifestare nausea e vomito, il che sottolinea la necessità di ulteriori progressi nel controllo della CINV in ambito pediatrico”.


