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Modello 4R: benefici anche per i pazienti con carcinoma epatico

A cura di Fabio Ambrosino By 3 Giugno 2024No Comments
Dai congressi

Nel corso del meeting 2024 dell’’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso dal 31 maggio al 4 giugno a Chicago, sono stati presentati i risultati di uno studio che ha valutato l’impatto di un modello di assistenza oncologica 4R (Right Information and Right Care for the Right Patient at the Right Time) su un campione di pazienti con carcinoma epatico, tra cui molti caratterizzati da un livello socioeconomico basso.

Il cosiddetto modello 4R è un approccio che supporta l’autogestione del paziente oncologico e promuove l’implementazione delle linee guida fornendo una checklist delle operazioni da effettuare e una rappresentazione grafica dei tempi e delle sequenze degli interventi terapeutici. Lo studio in questione ha previsto la somministrazione di una survey a 42 pazienti con carcinoma epatico a cui erano stati forniti dei piani 4R tra gennaio a dicembre 2023 (coorte 4R) e a 52 pazienti assistiti prima dell’implementazione del modello 4R, da gennaio a dicembre 2022.

I risultati hanno messo in evidenza come l’approccio 4R abbia migliorato significativamente, in riferimento a tutte le variabili considerate, la qualità dell’assistenza e la capacità dei pazienti di autogestirsi. Un miglioramento che è stato osservato indipendentemente dall’età, dall’etnia e dal sesso dei soggetti. Tra i pazienti con un reddito inferiore ai $30.000 annui, poi, i tassi di invio a una visita odontoiatrica prima del trattamento sono risultati significativamente più elevati nella coorte 4R rispetto al gruppo di controllo (79& vs 19%; p < 0.0001). Tra i pazienti con un reddito superiore ai $30.000 annui, invece, tali tassi di invio sono risultati paragonabili tra i due gruppi (71% vs 70%; p = 1.00). Anche nel contesto dei pazienti con carcinoma epatico, quindi, il modello 4R sembra essere in grado di migliorare l’assistenza e favorire l’autogestione del paziente. Inoltre, come sottolineano gli autori, i risultati “indicano che il modello comporta dei benefici per tutti, compresi i soggetti più svantaggiati da un punto di vista socioeconomico”.