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mCRPC, importanti conferme dal trial CARD

By 30 Settembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiTemi

Lo studio CARD ha dimostrato che i pazienti con tumore alla prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) precedentemente trattati con docetaxel e progrediti entro 12 mesi di trattamento con un agente mirato al blocco del recettore degli androgeni (anti-AR) (abiraterone o enzalutamide), hanno ottenuto una sopravvivenza libera da progressione radiografica (rPFS) e una sopravvivenza globale (OS) significativamente più lunghe con cabazitaxel e prednisone rispetto ad abiraterone e prednisone o enzalutamide. La sopravvivenza libera da progressione radiografica – endpoint primario dello studio – è più che raddoppiata con cabazitaxel (N=129) rispetto ad abiraterone o enzalutamide (N=126); (mediana 8,0 vs 3,7 mesi; HR=0,54; 95% CI, 0,40–0,73; p<0,0001). I pazienti trattati con cabazitaxel hanno mostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione radiografica in tutti i sottogruppi pre-specificati, indipendentemente dal momento della somministrazione della precedente terapia antiandrogenica, se prima o dopo docetaxel. Cabazitaxel ha anche migliorato significativamente un endpoint secondario fondamentale, la sopravvivenza complessiva (mediana 13,6 vs 11,0 mesi; HR=0,64; 95% CI, 0,46–0,89; p=0,0078), riducendo il rischio di morte per qualsiasi causa del 36% rispetto ad abiraterone o enzalutamide. Abbiamo chiesto un commento su questi dati a Sergio Bracarda, Responsabile della SC Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, che abbiamo incontrato al Congresso ESMO 2019 di Barcellona.