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mCRPC, dati importanti dallo studio VISION

David Frati By 4 Giugno 2021No Comments
Congressi

Dati molto incoraggianti dallo studio di Fase III VISION, che ha valutato 177Lu-PSMA-617 in aggiunta al migliore standard di cura (SOC) dimostrando un miglioramento significativo della overall survival (OS) rispetto al solo standard di cura nei pazienti con carcinoma della prostata progressivo metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) positivo al prostate-specific membrane antigen (PSMA). I risultati dello studio VISION vengono presentati in sessione plenaria al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), anche quest’anno svolto in modalità virtuale a causa della pandemia di COVID-19.

Nonostante i recenti progressi terapeutici, il carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) ha un outcome fortemente negativo e vi è un unmet need di nuove opzioni di trattamento mirate per migliorare i risultati dei pazienti con mCRPC. Più dell’80% dei tumori della prostata esprime in quantità elevate un biomarcatore fenotipico chiamato Antigene di Membrana Specifico della Prostata (PSMA), rendendolo un promettente target diagnostico (tramite tomografia a emissione di positroni (PET)) e potenziale target terapeutico per la terapia con radioligando. Il PSMA è altamente espresso nelle lesioni mCRPC. 177Lu-PSMA-617 7 è una terapia mirata con radioligando che rilascia radiazioni di particelle ß alle cellule che esprimono PSMA e al microambiente circostante.

VISION è uno studio internazionale multicentrico di Fase III prospettico, randomizzato, in aperto, per stabilire l’efficacia e la sicurezza di 177Lu-PSMA-617 (7,4 GBq somministrati per infusione endovenosa ogni 6 settimane per un massimo di 6 cicli) più il miglior standard di cura scelto dallo sperimentatore nel braccio sperimentale, rispetto al miglior standard di cura nel braccio di controllo. I pazienti con mCRPC positivo alla scansione PET per PSMA e progressione dopo una precedente terapia con taxani e antiandrogeni di seconda generazione (ARSI) sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a favore del braccio sperimentale. Gli endpoint primari alternativi erano la sopravvivenza libera da progressione verificata radiograficamente (rPFS) e la sopravvivenza globale (OS). Lo studio ha arruolato 831 pazienti.

Gli uomini trattati con 177Lu-PSMA-617 in aggiunta al miglior standard di cura hanno ottenuto una riduzione del 38% del rischio di morte (beneficio medio di sopravvivenza globale di 4 mesi) e del 60% del rischio di progressione della malattia rilevata radiograficamente o di morte (beneficio medio di sopravvivenza libera da progressione di malattia di 5 mesi) rispetto al miglior standard di cura da solo. Miglioramenti significativi sono stati raggiunti in tutti gli endpoint secondari, inclusi il tempo al primo evento scheletrico sintomatico, il tasso di risposta globale e il tasso di controllo di malattia.