Lurbinectedin + atezolizumab migliorano la sopravvivenza nell’ES-SCLC

A cura di Alessio Malta By 23 Maggio 2025No Comments
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L’immunoterapia di mantenimento con lurbinectedin in associazione ad atezolizumab dimostra un significativo allungamento della sopravvivenza nei pazienti con microcitoma polmonare esteso (ES-SCLC). I dati aggiornati dello studio globale di fase III IMforte, presentati ad ASCO 2025, hanno evidenziato in particolare come l’aggiunta di lurbinectedin al trattamento di mantenimento con atezolizumab dopo induzione con chemo-immunoterapia standard permetta di ridurre del 46% il rischio di progressione e del 27% il rischio di morte rispetto alla sola immunoterapia.

Il trial ha arruolato 660 pazienti con ES-SCLC naïve a terapie sistemiche, performance status ECOG 0-1 e assenza di metastasi cerebrali note. Dopo quattro cicli di induzione con carboplatino, etoposide e atezolizumab, 483 soggetti con risposta o malattia stabile sono stati randomizzati a ricevere la combinazione sperimentale o la monoterapia con atezolizumab. L’età mediana dei partecipanti era di 66 anni, il 63% di sesso maschile.

Nel braccio sperimentale il valore mediano di sopravvivenza libera da progressione è stato pari a 5,4 mesi, rispetto ai 2,1 mesi osservati nei pazienti trattati con singola immunoterapia (HR 0,54, p < 0,001). La sopravvivenza globale mediana è stata di 13,2 mesi nel gruppo lurbinectedin più atezolizumab contro i 10,6 mesi nel gruppo di controllo, confermando un beneficio clinico statisticamente significativo (HR 0,73; p = 0,004) . Dal profilo di tossicità della strategia combinata emerge un aumento degli eventi avversi correlati al trattamento (83,5 % vs 40 %), con eventi di grado 3-4 nel 25,6% dei pazienti rispetto al 5,8% del braccio di controllo. Le principali tossicità gravi erano riconducibili a mielosoppressione e sintomi sistemici, coerenti con il meccanismo d’azione dell’agente alchilante, e hanno determinato interruzioni terapeutiche nel 6,2% dei casi rispetto al 3,3%. “Questa combinazione in mantenimento rappresenta un passo avanti verso benefici più duraturi per una malattia notoriamente aggressiva”, ha commentato Charu Aggarwal, sottolineando come l’integrazione di lurbinectedin dopo induzione con chemo-immunoterapia possa ridefinire lo standard di cura in ES-SCLC. Il follow-up in corso sugli oltre 480 pazienti arruolati fornirà ulteriori dati sul potenziale impiego del regime lurbinectedin + atezolizumab come nuova opzione di prima linea.