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L’Oncologia italiana ha gestito alla grande il Fondo per i farmaci innovativi

By 30 Ottobre 2017Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiSpeciali

La conferma del Fondo per i farmaci oncologici innovativi rappresenta una misura indispensabile per sostenere l’accesso alle cure anche nel 2018. Ma è necessario andare oltre con misure strutturali: è necessario cioè un vero e proprio “Patto contro il cancro”, un programma ed una regia unici nazionali che garantiscano una strategia unitaria per combattere la malattia, dalla prevenzione alle terapie, dalla riabilitazione all’umanizzazione dell’assistenza, alla ricerca fino all’innovazione. È questo l’appello lanciato durante il XIX Congresso nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in corso a Roma.

“Il messaggio è che abbiamo una Oncologia che funziona bene in tutto il Paese”, afferma Carmine Pinto, il Presidente nazionale AIOM uscente. “E l’abbiamo perché continuiamo ad implementare percorsi assistenziali ben fatti e riusciamo a governare la gestione dei farmaci. Tutti temevano il default del SSN e questo non è avvenuto: la tempesta perfetta che si temeva potesse travolgere il sistema sanitario per l’arrivo delle nuove molecole anticancro è stata evitata grazie alla condivisione di intenti tra istituzioni e AIOM, tra industria e pazienti”. Il Fondo di 500 milioni di euro destinato all’acquisto di terapie oncologiche innovative che gli oncologi italiani lo scorso anno hanno fortemente richiesto e che il Governo italiano ha istituito per la prima volta nell’ottobre 2016 è oggi una misura strutturale, “Però la spinta all’innovazione e le nuove terapie sempre più efficaci in futuro rischiano di non rendere sufficiente questa fonte”, aggiunge Pinto. “Per questo chiediamo di sostenerlo con una tassa sul fumo. Nel 2018 il Fondo dovrebbe poi essere destinato alla copertura dei costi sia dei farmaci che dei test molecolari per la prescrizione di queste terapie”.

“La spesa è stata ben governata grazie ad una condivisione tra Istituzioni, oncologi e pazienti “, sottolinea Stefania Gori, presidente eletto AIOM. “Ma ora è necessario trovare nuove fonti per sostenere l’innovazione e per garantire a tutti i malati le nuove molecole e soprattutto per finanziare la prevenzione. Oggi oltre 3 milioni e trecentomila cittadini (3.304.648) vivono dopo la diagnosi, il 24% in più rispetto al 2010. Armi efficaci, come la chemioterapia più attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e l’immuno-oncologia determinano un miglioramento della sopravvivenza con una buona qualità di vita. In Italia per la prevenzione si spendono ogni anno 5 miliardi di euro (2014), pari al 4,22% della spesa sanitaria totale: il tetto programmato stabilito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) invece è del 5%. La prevenzione è uno dei settori che fino ad oggi ha subito in maniera più profonda le politiche di razionamento. Per questo serve più impegno in questo campo: il 40% dei casi di tumore, pari a 147.600 diagnosi ogni anno nel nostro Paese, potrebbe essere evitato grazie agli stili di vita sani (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta), all’applicazione delle normative per il controllo dei cancerogeni ambientali e all’implementazione degli screening”.