LITESPARK-022, dati molto incoraggianti su pembrolizumab + belzutifan

A cura di David Frati By 28 Febbraio 2026No Comments
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I risultati del trial LITESPARK-022, presentato al 2026 American Society of Clinical Oncology (ASCO) Genitourinary Cancers Symposium di San Francisco, evidenziano che l’azione sinergica sul sistema immunitario e sull’angiogenesi riduce il rischio di recidiva nei carcinomi renali del 28% circa.

“Con le terapie attuali, una percentuale significativa di pazienti con carcinoma renale ad alto rischio recidiva o muore entro 5 anni dall’intervento chirurgico perché le cellule tumorali rimangono nel corpo senza essere individuate. Questo studio è stato progettato per colmare tale lacuna migliorando l’efficacia del trattamento post-operatorio”, spiega l’autore principale del LITESPARK-022, Toni Choueiri, del Dana-Farber Cancer Institute.

Lo studio ha arruolato 1.841 pazienti (età media 60 anni, 70% uomini) con assenza di malattia macroscopica post-chirurgia ma alto rischio clinico. I bracci di trattamento erano pembrolizumab + belzutifan – primo farmaco sul mercato che ha come target la proteina HIF-2 alpha – (n=921) e il gruppo di controllo pembrolizumab + placebo (n=920). L’aggiunta di belzutifan ha ridotto il rischio di recidiva del 28%. A 2 anni di follow-up l’81% dei pazienti nel braccio sperimentale è risultato libero da malattia, rispetto al 74% del gruppo di controllo. Eventi avversi di grado 3-4 sono stati riscontrati in oltre il 50% dei pazienti nel gruppo belzutifan (rispetto a circa 1/3 nel braccio placebo). Le tossicità comuni includevano anemia, aumento delle transaminasi (ALT) e ipossia, generalmente però considerate gestibili. Il tasso di completamento del trattamento è stato infatti sovrapponibile tra i due gruppi (circa 70-71%).

Lo studio LITESPARK-022 è tuttora in corso. Gli sperimentatori continueranno il follow-up per consolidare i dati sulla DFS e verificare il beneficio sulla OS. Saranno inoltre condotte analisi sui biomarcatori per identificare i sottogruppi di pazienti che traggono il maggior beneficio clinico dalla combinazione. “I dati dello studio LITESPARK-022 sono al contempo entusiasmanti e in parte sorprendenti, poiché le ricerche precedenti non avevano evidenziato un chiaro beneficio nell’integrare la terapia mirata dopo la resezione chirurgica del carcinoma renale ad alto rischio di recidiva. La combinazione di belzutifan + pembrolizumab ha mostrato un miglioramento significativo della Disease Free Survival (DFS) rispetto alla monoterapia con pembrolizumab. Sebbene questi risultati siano incoraggianti, la combinazione è risultata associata a una maggiore tossicità; attendiamo ora i dati a lungo termine per determinare se questo schema terapeutico si traduca in un beneficio definitivo in termini di Overall Survival (OS)”, spiega Brian I. Rini del Vanderbilt University Medical Center.