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Se la ricerca si allea con la clinica

By 9 Settembre 2017Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Se un risultato è evidente, è che questa edizione dell’ESMO risente in misura sensibile della collaborazione, sempre più strutturata, tra l’oncologia medica – rappresentata dalla European Society of Medical Oncology – e la ricerca sul cancro, attraverso la European Association for Cancer Research (EACR).
Lo testimonia anche la scelta di Alberto Sobrero come co-chairman scientifico del congresso. Non colpisce infatti soltanto il numero, in costante crescita, dei partecipanti e dei lavori accettati (1736), ma la loro qualità media, con punte come i 55 Late Breaking Abstract, di cui 37 affidati a presentazioni orali, 7 a simposi presidenziali e 18 alla discussione di poster. E la pubblicazione di alcuni risultati, in contemporanea e su riviste di assoluto rilievo, come i dati del trial PACIFIC sabato 9 sul NEJM.
Fin dall’entrata alla Fiera di Madrid, la quantità della partecipazione degli oncologi orientali e quella scarsissima degli africani rende chiaro quanto la globalizzazione riguardi da vicino l’oncologia. Un richiamo, se mai ce ne fosse bisogno, all’esigenza di ragionare in modo globale sui molti problemi e sulle possibili soluzioni che investono il mondo dell’oncologia, e la presidenza italiana di Fortunato Ciardiello ha ulteriormente accentuato quest’ispirazione.
Non a caso, accanto ai trial clinici dai quali ci si attendono risultati rilevanti in termini terapeutici (come il succitato PACIFIC e lo IFCT-0302 per il NSCLC; il BRIM 8, il COMBI-AD ed il CheckMate 238 per il melanoma; il LORELEI ed il MONARCH-3 nella mammella; il RANGE per i genito-urinari e l’ARIEL 3 per l’ovaio), non si può non notare quanto spazio abbia a Madrid il dibattito sulla prossima introduzione in oncologia dei primi biosimilari, e non soltanto nei simposi satellite organizzati dalle industrie. Resta sullo sfondo, infatti, la questione ormai ricorrente della sostenibilità dell’intero sistema e della tossicità finanziaria comportata, per la maggioranza dei Paesi, dal costo molto elevato dei nuovi farmaci. Forse, ed è sperabile, compensato dai risparmi che saranno consentiti dai biosimilari, se riusciranno a vincere lo scetticismo di alcuni operatori e le resistenze di pazienti non bene informati.

Fonte: ESMO 2017 Congress