Skip to main content

Italian Summit On Precision Medicine 2023, uno sguardo al futuro

A cura di David Frati By 3 Maggio 2023No Comments
Congressi

Quarta edizione per il principale incontro italiano dedicato all’oncologia di precisione, il meeting internazionale “Italian Summit On Precision Medicine”. Dal 28 al 29 aprile per due giorni a Roma si sono riuniti oltre 100 tra i massimi esperti italiani ed europei sull’oncologia di precisione. L’obiettivo? Un confronto tra i principali opinion leader sulle prospettive future della medicina di precisione e l’applicazione nella pratica clinica quotidiana.

I sostenitori della Medicina di precisione di solito sottolineano il suo potenziale per combinare un’assistenza sanitaria più efficace con il contenimento dei costi, grazie a:
• monitoraggio dei rischi con prevenzione più efficace;
• intervento precoce;
• selezione della terapia ottimale;
• riduzione delle prescrizioni per tentativi ed errori e riduzione delle reazioni avverse ai farmaci;
• esclusione dei trattamenti non necessari;
• monitoraggio del percorso terapeutico e della progressione/remissione della malattia;
• aumento della compliance del paziente alla terapia.

La personalizzazione dell’Oncologia dipende dall’implementazione di diagnosi e terapie personalizzate: è probabile che la possibilità di effettuare uno screening genomico dettagliato svolgerà un ruolo centrale. Si tratta certo di un’innovazione sorprendente, in grado di riformare l’approccio standard alla gestione della malattia oncologica, sostituendo lo schema “one-size-fits-all” con un intervento terapeutico a misura del singolo paziente. Eppure, nonostante le aspettative, molte questioni pratiche irrisolte, dai temi tecnico-scientifici a quelli etici, giuridici ed economici, stanno rallentando la traduzione dei principi della medicina personalizzata nella pratica clinica quotidiana. Inoltre, occorre anche fare i conti con le regole, le politiche sanitarie e il sistema di rimborso peculiari di ciascun Paese. E infine, l’applicazione della Medicina personalizzata nel “real world” sembra bloccata dalla necessità insoddisfatta di sviluppare linee guida basate sull’evidenza.

All’Italian Summit On Precision Medicine si è parlato tra l’altro di eterogeneità tumorale, trial design, meccanismi di resistenza, farmaci agnostici, intelligenza artificiale. Ospiti Fabrice André, Alberto Bardelli, Michele Milella, Jeffrey Ross, Andrea Sartore Bianchi, Giancarlo Pruneri, Andrea Botticelli, Matteo Repetto, Alexander Drilon, Vivek Subbiah, Razelle Kurzrock, Dean Pavlick, Edoardo Crimini, Andrea Necchi, Gabriella Pravettoni, Tania Fleitas, Alwin Krämer, Javier Cortes Castan, Arndt Vogel, Giuseppe Procopio, Justin Gainor, Maurizio Simmaco.

“Grazie a tecniche innovative come la Next Generation Sequencing (NGS) abbiamo a disposizione una grande mole di informazioni sulla singola neoplasia”, afferma Paolo Marchetti, Direttore Scientifico IDI, Professore Ordinario f.r. di Oncologia all’Università Sapienza di Roma e Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata. “La medicina di precisione sta assumendo un ruolo fondamentale nella lotta ai tumori ma non può essere considerata solo come la ricerca di bersagli molecolari a cui associare le terapie. Uno dei nostri obiettivi deve essere capire i motivi per i quali un paziente non risponde positivamente ad una cura anche in presenza di un bersaglio e di un relativo farmaco attivo. Anche per questo sono fondamentali i Molecular Tumor Board che però non devono diventare un inutile appesantimento burocratico. Possono invece dare un supporto concreto per favorire una scelta terapeutica più appropriata”.

“La medicina di precisione non può rimanere un principio astratto ma diventare una realtà nella pratica clinica quotidiana degli oncologi”, prosegue Giuseppe Curigliano, Direttore della Divisione Nuovi farmaci per Terapie Innovative dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e Professore di Oncologia Medica all’Università di Milano. “La ricerca medico-scientifica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e dobbiamo sempre più tenere conto di molti aspetti sulla natura biologica e molecolare dei vari tumori. Conosciamo più approfonditamente alcuni meccanismi, intrinseci alle cellule cancerogene, che riescono a regolare l’evoluzione della malattia ed eventualmente anche la resistenza ai trattamenti. Spesso i nostri pazienti presentano comorbilità croniche e quindi assumono farmaci per la cura di altre malattie. C’è quindi l’assoluta necessità di ottenere la cosiddetta riconciliazione terapeutica. Vi sono poi sistemi complessi come il microbiota che gioca un ruolo fondamentale nei meccanismi di resistenza o sensibilità all’immunoterapia”.