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Immunoterapia per il NSCLC, le novità da AACR 2019

By 29 Aprile 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Atlanta AACR 2019

Il campo dell’immunoterapia nei carcinomi polmonari è uno di quelli in maggior fermento in Oncologia, e cominciano ad arrivare dati importanti dai numerosi studi ongoing: alcuni arrivano da Atlanta, negli Stati Uniti.

La monoterapia con nivolumab garantisce un significativo vantaggio di sopravvivenza a 4 anni nei pazienti con NSCLC. Lo dimostra una analisi aggregata di quattro trial clinici presentata al Meeting annuale dell’American Association for Cancer Research (AACR), svoltosi nella città della Georgia dal 29 marzo al 3 aprile 2019. Nella stessa occasione è stato anche presentato un trial in fase di arruolamento che testerà il trattamento con l’associazione nivolumab + vorolanib in seconda linea nei pazienti con tumori toracici dopo il fallimento della chemioterapia in prima linea.

Un team internazionale di ricercatori coordinato da Julie Brahmer del Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center at Johns Hopkins di Baltimora ha preso in esame i dati dei trial CheckMate 017, 057, 063 e 003 per valutare il beneficio a 4 anni del trattamento con NIVO e l’impatto sull’overall survival (OS) e sulla progression free survival (PFS). OS e PFS sono state oggetto di una analisi aggregata sui 664 pazienti arruolati in CheckMate 017, 057, 063 e 003 e sui pazienti randomizzati a NIVO (n=427) o docetaxel (n=427) nei trial CheckMate 017 e 057. L’analisi aggregata ha dimostrato che a 4 anni i tassi di OS risultavano rispettivamente del 14% nei pazienti in generale, del 19% nei pazienti con PD-L1 ≥1% e infine dell’11% nei pazienti con PD-L1<1%. Nei trial CheckMate 017 e 057 l’OS a 4 anni nei pazienti in generale è risultata più elevata con NIVO vs DOC (14% vs 5%). I pazienti con risposta completa o parziale o malattia stabile a 6 mesi hanno mostrato i benefici di OS più marcati, soprattutto quelli trattati con NIVO.

Esiste un potenziale ancora tutto da valutare per le terapie di combinazione tra immunoterapici e altri agenti nei pazienti con NSCLC. I ricercatori coordinati da Jennifer G. Whisenant del Vanderbilt-Ingram Cancer Center di Nashville intendono valutare la combinazione tra nivolumab e un farmaco antiangiogenico. I precedenti trial che hanno valutato la combinazione tra inibitori di PD-1/PD-L1 e VEGFR (per esempio nel carcinoma renale) hanno ottenuto risultati clinici promettenti ma si sono rivelate poco gestibili dal punto di vista della tollerabilità. Per questo motivo per il trial di fase I/II NCT03583086 si è scelto di usare una combinazione tra NIVO e vorolanib, un farmaco strutturalmente simile al sunitinib ma con un profilo di sicurezza migliore. Si stanno arruolando pazienti con tumori toracici che in prima linea hanno fallito la chemioterapia avviandoli a un regime standard 3+3, con tre livelli di dosaggio di vorolanib (200, 300 e 400 mg/die) + 240 mg NIVO ogni 2 settimane.

David Frati

▼1. Brahmer J, Borghaei H, Ramalingam SS, et al. CT195 / 9 – Long-term survival outcomes with nivolumab (NIVO) in pts with previously treated advanced non-small cell lung cancer (NSCLC): Impact of early disease control and response. AACR 2019.
2. Whisenant JG, Beckerman K, Borghaei H, et al. CT171 / 15 – Phase I/II study to evaluate the safety and preliminary activity of nivolumab in combination with vorolanib in patients with refractory thoracic tumors. AACR 2019.