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Immunoterapia + chemioterapia nel setting neoadiuvante, quali dati nel tumore della mammella ER+/HER2-?

A cura di David Frati By 21 Ottobre 2023No Comments
Congressi

Aggiunta dell’immunoterapia neoadiuvante alla chemioterapia nel carcinoma mammario precoce HR+, presentati al congresso annuale dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) in corso a Madrid i dati incoraggianti degli studi KEYNOTE-756 e CheckMate 7FL.

KEYNOTE-756 (vedi LBA21) ha mostrato un tasso significativamente maggiore di risposta patologica completa (pCR – endpoint primario; ypT0/Tis ypN0]) con pembrolizumab + chemioterapia rispetto a placebo + chemioterapia (24,3% contro 15,6%; differenza di trattamento 8,5%, intervallo di confidenza [CI] 95% 4,2-12,8; p=0,00005). Il beneficio in termini di pCR è stato generalmente coerente tra i sottogruppi pre-specificati, tra cui lo stato di PD-L1 del tumore (CPS ≥1 rispetto a <1), il coinvolgimento linfonodale (positivo rispetto a negativo) e la positività del recettore estrogenico (ER) (≥10% rispetto a <10%). I risultati per l’altro endpoint primario, la Event Free Survival (EFS), sono ancora immaturi. Nella fase di terapia neoadiuvante, il tasso di eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) di grado ≥3 è stato del 52,5% con pembrolizumab rispetto al 46,4% con placebo. Nello studio, 1.278 pazienti con carcinoma mammario duttale invasivo ER+/HER2- di grado 3 sono state randomizzate a pembrolizumab in fase neoadiuvante o a placebo più chemioterapia, quindi, dopo l’intervento chirurgico definitivo, hanno ricevuto pembrolizumab o placebo più terapia endocrina. Commenta Stephen Johnston del The Royal Marsden NHS Foundation Trust e dell’Institute of Cancer Research of London: “Finora mancavano evidenze sull’efficacia di pembrolizumab nei tumori della mammella HR-positivi. Tuttavia, pur essendo significativo, il miglioramento della pCR nel KEYNOTE-756 non è grandissimo e, trattandosi di dati precoci, non sappiamo ancora se sia predittivo di una maggiore EFS post-chirurgica, sebbene l’endpoint della pCR nella terapia neoadiuvante sia generalmente un predittore dell’esito complessivo. Come previsto, i tassi di pCR con la chemioterapia sono tipicamente molto bassi, il che rappresenta l’eterogeneità del carcinoma mammario HR-positivo, che tende a essere trattato con trattamenti ormonali e terapie target”.

Un beneficio simile in termini di pCR per le donne con carcinoma mammario ER+/HER2- di grado 2 o 3 è stato riportato in un secondo studio, il CheckMate 7FL (vedi LBA20), che ha preso in esame nivolumab neoadiuvante + chemioterapia rispetto a placebo + chemioterapia seguito da nivolumab adiuvante o placebo + terapia endocrina. I tassi di pCR (ypT0/Tis ypN0) con nivolumab neoadiuvante + chemioterapia sono migliorati significativamente rispetto al controllo (24,5% contro 13,8%; odds ratio [OR] 2,05; 95% CI 1,29-3,27; p=0,0021) e il beneficio di nivolumab è stato maggiore nei pazienti PD-L1+ (44,3% contro 20,2% con placebo; OR 3,11; 95% CI 1,58-6,11). Nella fase di terapia neoadiuvante, l’incidenza di TRAE di grado 3-4 è stata simile tra i due bracci (35% contro 32%).

Stephen Johnston osserva: “Nivolumab non è attualmente approvato per il tumore della mammella. Sebbene promettenti, i risultati di CheckMate 7FL mostrano il maggior beneficio nelle pazienti PD-L1+ positive, che rappresentano solo un terzo circa delle 521 pazienti coinvolte, per cui sono necessarie ulteriori ricerche per confermare il beneficio di questa terapia combinata prima che entri nella pratica clinica quotidiana. Nel complesso, questi risultati consolidano il ruolo dell’immunoterapia nei diversi sottotipi di tumore della mammella, con una tendenza più positiva per alcuni agenti che hanno come bersaglio PD-1 piuttosto che PD-L1. I prossimi passi saranno quelli di determinare quali pazienti traggono i maggiori benefici, poiché l’immunoterapia ha effetti collaterali ed entrambi gli studi hanno riportato decessi in pazienti con malattia in fase iniziale. Sono inoltre necessari ulteriori studi per determinare se l’immunoterapia sia necessaria dopo l’intervento chirurgico se si ottiene una pCR”.

Cardoso F et al. KEYNOTE-756: Phase 3 study of neoadjuvant pembrolizumab (pembro) or placebo (pbo) + chemotherapy (chemo), followed by adjuvant pembro or pbo + endocrine therapy (ET) for early-stage high-risk ER+/HER2– breast cancer. ESMO Congress 2023, LBA21
Proffered Paper Session – Breast cancer, early stage, 20.10.2023, h. 14:00 – 15:40, Bilbao Auditorium – NCC

Loi S et al. A randomized, double-blind trial of nivolumab (NIVO) vs placebo (PBO) with neoadjuvant chemotherapy (NACT) followed by adjuvant endocrine therapy (ET) ± NIVO in patients (pts) with high-risk, ER+ HER2− primary breast cancer (BC). ESMO Congress 2023, LBA20
Proffered Paper Session – Breast cancer, early stage, 20.10.2023, h. 14:00 – 15:40, Bilbao Auditorium – NCC