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ESMO 2016: tossicità finanziaria? Europa, attenta

By 10 Ottobre 2016Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiSpeciali

“Non ci stiamo davvero prendendo cura della sopravvivenza del paziente se non valutiamo l’angoscia crescente causata dai costi dei trattamenti”, ci diceva pochi mesi fa Jonas de Souza (University of Chicago) all’ASCO. Che la questione fosse attuale e complessa anche in Europa era intuibile. Oggi però ne abbiamo le prove grazie ad uno studio italiano, il primo in Europa condotto sul tema, i cui risultati sono stati presentati a Copenhagen il 10 ottobre – durante il Congresso annuale dell’ESMO – da Franco Perrone, direttore dell’unità Sperimentazioni Cliniche dell’Istituto Tumori di Napoli. Un articolo contenente i risultati analitici dello studio verrà a breve pubblicato sugli “Annals of Oncology”.

Lo studio riguarda per l’appunto la correlazione tra le difficoltà economiche dei pazienti oncologici ed il loro outcome clinico. Vi hanno collaborato istituzioni diverse, tra cui prezioso si è rivelato il contributo della cattedra di Statistica Medica della Seconda Università di Napoli. Il lavoro ha fondamenta solide: un ampio database derivante dalla attività di sperimentazione clinica condotta negli ultimi 20 anni al Pascale. Gli interrogativi che hanno guidato la ricerca erano due: esistono anche nel nostro Paese problemi economici derivanti dal cancro e dal suo trattamento? Se esistono, in che modo e quanto condizionano i risultati dei trattamenti? Collettando i dati di 16 sperimentazioni cliniche condotte in Italia tra il 1999 e il 2015, coordinate dall’Istituto dei Tumori di Napoli, hanno partecipato nel complesso a queste sperimentazioni 3670 pazienti affetti da tumori del polmone o della mammella o dell’ovaio. Tutti gli studi avevano previsto il ricorso ad un questionario sulla qualità della vita (EORTC C30) che chiedeva ai pazienti se nell’ultima settimana avevano registrato difficoltà economiche legate alla malattia o al trattamento, e di che entità, assegnando quattro possibili gradi, da “per niente” a “moltissimo”.

Già all’inizio dello studio un quarto dei pazienti riportava difficoltà economiche di grado variabile; costoro avevano un rischio del 35% in più di avere un peggioramento della propria qualità di vita rispetto a chi non aveva problemi finanziari. Inoltre, in un altro 22% di pazienti i problemi economici erano cresciuti nel corso del trattamento. Qui emergeva la vera e propria “tossicità finanziaria”, correlata purtroppo per queste persone ad un rischio di morte aumentato del 20% rispetto a chi non riferiva problemi. In altri termini, come già si era registrato negli Stati Uniti, l’entità dell’effetto benefico sulla sopravvivenza comportato da alcuni dei nuovi farmaci oncologici è simile per dimensioni all’effetto negativo sulla sopravvivenza stessa comportato dalla tossicità finanziaria. Perrone fa notare che, se era da attendersi che nei pazienti con problemi economici si registrasse un peggioramento della qualità di vita, è sorprendente però constatare che il rischio di morte aumenta per i pazienti che peggiorano i problemi economici durante il trattamento. Per fortuna, il sistema sanitario italiano è diverso da quello statunitense e se nei pazienti americani che devono pagarsi parte dei farmaci anticancro il rischio di morte aumenta addirittura dell’80%, nei malati italiani questo rischio aumenta “solo” del 20%. Che è comunque tantissimo.

Si tratta di dati assai solidi, tali da porsi all’attenzione della comunità scientifica, delle istituzioni regolatorie e della politica non solo in Italia, ma in tutta Europa. Da questo punto di vista, risulterebbe prezioso uno studio che valutasse quanto i problemi finanziari dei singoli malati siano associati ai diversi modelli di cura e di servizio. «I nostri dati sono un campanello d’allarme e spingono a riflettere sul fatto che buona sanità non significa mettere solo farmaci a disposizione dei medici e dei pazienti. Esiste altro su cui si può e si deve migliorare, all’interno di un sistema pubblico che rappresenta (e i nostri dati lo confermano) una solida base, per soddisfare i bisogni di assistenza degli ammalati di cancro. Inutile dire che le difficoltà economiche dello Stato e i tagli alla sanità non aiutano», commenta Franco Perrone. Gioverebbe con tutta evidenza un’assunzione di responsabilità comune, ed una politica sanitaria europea coordinata ed unitaria. Ma oggi ne siamo lontani. Speriamo che i risultati di questo studio smuovano le acque e motivino le associazioni dei pazienti ed i decisori a pensare nuove misure per ridurre questo financial burden così iniquo.


Luciano De Fiore

▼ ESMO16, 1020O_PR The effect of financial difficulties on clinical outcomes in Italian cancer patients: A pooled analysis of 16 academic prospective clinical trials.