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ESMO 2016: ceritinib, dati interessanti in seconda linea per il NSCLC

By 9 Ottobre 2016Maggio 13th, 2021One Comment
Congressi

L’inibitore di ALK ceritinib garantisce una progression free survival (PFS) più elevata rispetto alla chemioterapia nei pazienti con NSCLC già trattati con crizotinib. Lo suggeriscono i risultati dello studio di fase III ASCEND-5, presentati al Congresso dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) in corso a Copenhagen.

Un team internazionale di ricercatori coordinato da Giorgio Scagliotti, direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino ha randomizzato 231 pazienti con NSCLC già trattati con crizotinib a chemioterapia (pemetrexed o docetaxel) o ceritinib. I pazienti de gruppo chemioterapia che andavano incontro a progressione di malattia venivano successivamente spostati al gruppo ceritinib. La PFS media del gruppo ceritinib è risultata significativamente più elevata del gruppo chemioterapia (5,4 vs 1,6 mesi, HR 0,49, p <0,001). Non è stata però purtroppo riscontrata alcune differenza di OS tra i due gruppi, “Probabilmente perché i pazienti che sono passati dal gruppo chemioterapia al gruppo ceritinib hanno “diluito” i risultati”, chiosa Scagliotti.

“Questo trial inaugura un nuovo paradigma del trattamento dopo il fallimento con crizotinib”, spiega ancora Scagliotti. “Sarebbe ora logico somministrare ai pazienti in prima linea crizotinib e in seconda linea ceritinib, così da avere una sequenza di farmaci attivi”.

David Frati

* Scagliotti G et al. Ceritinib vs chemotherapy (CT) in patients (pts) with advanced anaplastic lymphoma kinase (ALK)-rearranged (ALK+) non –small cell lung cancer (NSCLC) previously treated with CT and crizotinib (CRZ): results from the confirmatory phase 3 ASCEND-5 study. Abstract LBA42_PR, ESMO 2016.