Skip to main content

Equità ed evidenze, dalla stessa tribuna

Luciano De Fiore By 4 Giugno 2021Giugno 5th, 2021No Comments
Congressi

Rigore nel rispetto delle prove di efficacia e tensione etica. Il congresso #ASCO21 coniuga questi due imperativi dell’assistenza sanitaria, sempre più attuali, collegandoli al dato clinico. Da un anno e mezzo stiamo vivendo in tutto il mondo l’emergenza della pandemia e, ad essa collegata, la crisi dovuta ai ritardi e alle omissioni comportate per gli altri comparti della clinica e dell’assistenza, anche oncologica. Una crisi esacerbata dalle sue conseguenze economiche. Conseguenze che hanno evidenziato le profonde disuguaglianze sociali che ancora diversificano – orizzontalmente – l’assistenza sanitaria tra i Paesi affluenti e quelli del Sud del mondo, e poi – verticalmente, nei singoli Stati – tra le zone affluenti e quelle disagiate e mal servite.

COVID-19 è servito come uno specchio delle disparità nei sistemi sanitari che hanno visto il proprio fallimento nel proteggere innanzitutto gli anziani, i vulnerabili e i poveri. Ma ha anche evidenziato le conseguenze devastanti che hanno dovuto fronteggiare i Paesi privi di un sistema sanitario pubblico o, come in Italia, nei quali il pubblico negli ultimi anni è stato progressivamente depotenziato e la medicina territoriale penalizzata da altre scelte.

La pandemia ha dimostrato una volta di più che al giorno d’oggi il locale e il globale sono sempre più interdipendenti. E che dunque è irragionevole immaginare un’uscita dalla pandemia – grazie soprattutto alle vaccinazioni – solo per i paesi ricchi. Serve dunque un di più di equità per venire incontro alle economie meno forti. E non solo perché è giusto, ma perché così il sistema è più efficiente.

Se il tono di un congresso lo dà il tema prescelto, è anche vero che molto lo si comprende anche dagli oratori invitati. Il primo di quest’anno è Julio Frenk, Presidente dell’Università di Miami e già Ministro della Sanità del Messico. Ebbene, secondo Frenk un medico ha bisogno di pazienti, deve stare a contatto con i malati. Ma oggi, aggiunge, la società tutta è nostra paziente e se si parla di salute, occorre parlarne nei termini di salute pubblica. E in quest’ottica si scioglie anche il falso dilemma tra protezione della salute e riapertura economica: perché da un problema enorme come la pandemia se ne esce tutti insieme, e trovare la migliore soluzione comune date le condizioni è il compito di una politica saggia e previdente.

L’enfasi degli ultimi anni sull’oncologia di precisione sembra essersi in parte spenta. Come ha scritto di recente su “The Lancet”, «la ricerca ancora carente nell’implementazione della medicina di precisione ha creato un divario tra il clamore degli annunci e i reali vantaggi nei risultati per i pazienti». Ma l’ASCO porta tradizionalmente alla ribalta i risultati più importanti degli ultimi studi clinici. Anche quest’anno non si smentisce e già nel corso della sessione plenaria di domenica 6 giugno vengono presentati dati in grado di cambiare la pratica clinica del tumore mammario, delle neoplasie nasofaringee, del tumore della cervice, del cancro alla prostata e del tumore renale.