
“A prescindere da chi siate o da dove esercitiate la vostra professione nel campo dell’oncologia – se siete un clinico o un ricercatore, o se lavorate in un’istituzione accademica, nell’industria farmaceutica o nelle istituzioni – tutti noi abbiamo il ruolo e l’obbligo di promuovere l’equità nella cura dei pazienti e nella ricerca”: a dirlo è Pamela Kunz, che è responsabile del Center for Gastrointestinal Cancers dello Smilow Cancer Hospital and Yale Cancer Center e dirige anche la rivista JCO Oncology Advances. Kunz sarà protagonista della Keynote Lecture all’ASCO Gastrointestinal (GI) Cancers Symposium 2025 di San Francisco.
Negli ultimi anni, Pamela Kunz ha affrontato l’assistenza ai pazienti e la ricerca “attraverso una lente di inclusione e di equità” per portare l’innovazione a tutti i pazienti abbattendo le barriere. Questo è particolarmente necessario per il tumore del colon-retto, perché è in aumento negli adulti più giovani, con un’incidenza nelle persone di età pari o inferiore a 55 anni che è aumentata dall’1% al 2% all’anno dalla metà degli anni Novanta. Anche la mortalità è aumentata di circa l’1% all’anno dalla metà degli anni 2000. Di conseguenza, la U.S. Preventive Services Task Force ha abbassato l’età raccomandata per lo screening del cancro colorettale da 50 a 45 anni. Inoltre, il cancro colorettale colpisce in modo significativamente più frequente la popolazione afroamericana.
Un’altra area su cui Kunz si concentrerà nella sua conferenza sarà la revisione dei criteri di inclusione ed esclusione negli studi clinici, per garantire che siano più rappresentativi dell’intera popolazione e per rendere la partecipazione più facile: “C’è una lunga storia di sfruttamento dei pazienti che sono stati sottorappresentati nella ricerca clinica, quindi noi, come professione medica, dobbiamo fare un lavoro migliore. Esistono alcuni nuovi strumenti che possono aiutare nell’arruolamento inclusivo degli studi clinici, per esempio l’intelligenza artificiale per migliorare l’identificazione dei pazienti”.
Durante la Keynote Lecture si discuterà anche della necessità per gli oncologi di utilizzare un linguaggio orientato alla persona, che enfatizzi la persona prima della sua malattia. Ciò include l’incorporazione di un linguaggio inclusivo nelle linee guida emesse da organizzazioni come l’ASCO e il National Comprehensive Cancer Network (NCCN).



