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È possibile la ricerca clinica indipendente nei Paesi in via di sviluppo?

Vasilica Manole By 5 Giugno 2021Aprile 26th, 2022No Comments
Congressi

Negli ultimi anni, il numero di studi clinici registrati presso clinicaltrial.gov mostra una diminuzione del 24% del numero di studi finanziati dal NIH. Nello stesso periodo di tempo, i trial sponsorizzati dall’industria sono aumentati del 43%. Accanto ai vantaggi indubbi, sono noti anche i problemi degli studi sponsorizzati. Per esempio, sottolinea Carlos Barrios (Latin American Cooperative Oncology Group, Porto Alegre, Brasile), dal momento che questo ASCO è dedicato all’equità delle cure, non si può non notare che la percentuale di pazienti afro-americani negli studi clinici negli Stati Uniti è molto minore rispetto a quella arruolata nei trial varati dagli studi di gruppi cooperativi. Similmente, guardando gli studi clinici sottoposti ad approvazione alla FDA, si apprezza una significativa sottorappresentazione delle popolazioni afroamericane e ispaniche e una curiosa e interessante sovra-rappresentazione asiatica.

Dei 46 abstract e studi presentati dal 2010 al 2020 nel corso delle sessioni plenarie dell’ASCO – e si noti che si tratta di lavori effettivamente selezionati perché potenzialmente in grado di cambiare la pratica clinica – le farmaceutiche hanno sponsorizzato il 56% degli studi, il NCI o altre istituzioni nordamericane ne hanno sponsorizzato il 23%, e gruppi di ricerca non statunitensi il 19%.

Al dunque, la ricerca indipendente costituisce una sfida non solo nei Paesi in via di sviluppo, ma anche nei Paesi sviluppati, come possiamo vedere chiaramente oggigiorno. Una parte sostanziale della ricerca clinica è sponsorizzata dalle case farmaceutiche: è importante riconoscere che ciò fa sì che una serie di problemi specifici e di bisogni dei pazienti rimangano inesplorati. Viceversa, dovremmo prenderli in considerazione molto seriamente. La ricerca accademica indipendente ha importanti e ben noti limiti, ma ciò non toglie che dovrebbe essere stimolata anche nei Paesi in via di sviluppo. Abbiamo bisogno di sviluppare la ricerca accademica indipendente ovunque nel mondo, in modo da affrontare i bisogni inevasi a cui ogni Paese ancora dovrebbe rispondere.