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Disparità nell’accesso alle cure palliative

By 31 Maggio 2020Maggio 12th, 2021No Comments
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È noto che il ricorso alle cure palliative nel periodo terminale è associato a una migliore qualità della vita. Uno studio svolto presso il Cook County Hospital di Chicago si è proposto di analizzare le tendenze temporali delle cure di fine vita aggressive e di quelle palliative nel ricovero dei pazienti terminali con cancro metastatico. La ricerca era mirata, inoltre, a identificare eventuali disparità nelle cure palliative.

Il campione di riferimento prende in considerazione 443.360 pazienti tra gennaio 2012 e dicembre 2017. L’età media è di 66,5 anni. La maggioranza dei pazienti è risultata essere caucasica (66,6%), mentre vi è quasi parità nel genere (uomini 51,9%; donne 48,2%). I tumori primari più comuni erano al polmone (27,1%), al tratto gastro-intestinale (23,6%) e al seno (7,6%). Il ricorso alla chemioterapia e alla radioterapia è diminuito negli anni, rispettivamente dal 3,4% al 2,4% e dal 2,8% al 1,4%, mentre l’utilizzo di cure palliative è cresciuto dal 45,7% al 61,2%. Non risultano variazioni significative né nell’utilizzo delle cure intensive (da 26.6% a 27.2%), né nei costi di ospedalizzazione (da 22mila a 23mila dollari).

I pazienti sono più propensi all’utilizzo delle cure palliative se più anziani, oppure donne o trattati in ospedali universitari. Si è inoltre rilevata la tendenza a offrire le cure palliative più di frequente a chi usufruisce di un’assicurazione privata o di Medicaid, rispetto a coloro che sono assicurati da Medicare. Ancora una volta si è notata una differenza raziale nel ricorso ai servizi di cure palliative e studi precedenti attribuiscono il gap alla diffidenza degli afroamericani nei riguardi del sistema e alle barriere linguistiche per quanto riguarda gli ispanici.

Priscilla De Fiore

Fonte: ASCO20, abstr. e19027