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Disparità europee nel rimborso

By 19 Ottobre 2018Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Non si parla solo di clinica, all’ESMO. Ed è ovvio, e accade da diverse edizioni. Troppo pressanti le questioni farmacoeconomiche, politiche, etiche, legate all’equità nell’accesso alle cure, alla sostenibilità generale dei sistemi sanitari stressati dalle novità che, per fortuna, arricchiscono la farmacopea oncologica.
Dalla disamina anche i nodi vengono al pettine: alcuni paesi europei impiegano più del doppio di altri nella valutazione HTA per rimborsare i nuovi farmaci antitumorali approvati dall’EMA. Il tempo medio di decisione, più di un anno in alcuni paesi, è troppo, secondo uno studio presentato a Monaco.
Prendendo in esame tutti i nuovi farmaci oncologici approvati per i tumori solidi dall’EMA tra il gennaio 2007 e il dicembre 2016, una ricerca ha monitorato il tempo tra l’approvazione dell’EMA per ciascun farmaco e le decisioni HTA prese dalle autorità sanitarie in quattro paesi europei: Inghilterra, Francia, Germania e Scozia. I risultati relativi a 47 farmaci approvati per 77 indicazioni di tumori solidi hanno rivelato che il tempo mediano dall’approvazione dell’EMA alle decisioni HTA è stato da due a tre volte più lungo in Inghilterra (405 giorni) e in Scozia (384 giorni), rispetto alla Germania (209 giorni) e alla Francia (118 giorni).
Secondo Kerstin Vokinger (Zurigo), coautrice dello studio, non si capisce bene perché «mentre l’approvazione dei farmaci antitumorali da parte dell’EMA è centralizzata, la valutazione HTA rimane una responsabilità nazionale». Aggiungendo poi che «oltretutto, la diversa quantità di risorse investite in tali valutazioni e le diverse normative nazionali relative ai sistemi HTA possono comportare variazioni nei tempi dall’approvazione EMA alle decisioni HTA nei diversi Paesi». E dato che lo studio dimostra un’elevata concordanza tra la Scala ESMO sul beneficio clinico e i punteggi HTA per la categorizzazione di “massimo beneficio”, sarebbe utile che la scala venisse presa in considerazione dai diversi paesi in quanto strumento utile per valutare il valore clinico dei farmaci antitumorali, suggerisce la Vokinger.
L’analisi e la comparazione riguarda a tutt’oggi solo quattro Paesi. Ovvio che estenderla ad altre realtà, per esempio del sud Europa (l’Italia?) e dell’est Europa sarebbe di grande interesse.

Rebecca De Fiore

Fonte: Abstract 1555O_PR: Magnitude of clinical benefit of cancer drugs and time to health technology assessment (HTA) decisions in Europe