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Coaching telefonico e perdita di peso in donne con tumore della mammella

A cura di Benedetta Ferrucci By 25 Maggio 2023No Comments
Congressi

Sovrappeso e obesità sono fattori prognostici sfavorevoli nel rischio e nella recidiva del cancro alla mammella in fase iniziale, ma fino ad ora nessuno studio è riuscito a chiarire se la perdita di peso possa effettivamente migliorare gli esiti di recidiva e mortalità per queste pazienti. Esito primario dello studio Breast Cancer Weight Loss (BWEL) (Alliance for Clinical Trials in Oncology A011401; NCT02750826) è quindi quello di valutare se l’intervento per la perdita di peso ha un impatto sulla recidiva del cancro e sulla mortalità delle pazienti affette da tumore alla mammella (stadio II-III), ma i risultati che sono stati presentati in occasione del Congresso ASCO 2023 hanno riguardato per ora l’impatto di un intervento di coaching telefonico sulla variazione di peso delle pazienti arruolate.

Tra agosto 2016 e febbraio 2021, più di 3.181 pazienti tra Stati Uniti e Canada sono state arruolate nello studio: le pazienti avevano completato la chemioterapia e la radioterapia (se somministrate) e si trovavano entro 14 mesi dalla diagnosi di tumore alla mammella HER2-negativo allo stadio II-III. L’IMC medio delle partecipanti era di 34,5 kg/m2 e l’età media di 53,4 anni. Al momento della diagnosi, il 57% delle pazienti era in postmenopausa, l’80,3% era bianco, il 12,8% nero e il 7,3% ispanico. Lo studio randomizzato le partecipanti a un gruppo di intervento (coaching telefonico per la perdita di peso più educazione sanitaria) o a un gruppo di controllo (solo educazione sanitaria). Le variazioni di peso sono state misurate attraverso la registrazione di altezza e peso al basale e a 12 mesi e confrontate tra i gruppi.

L’intervento per la perdita di peso con coaching telefonico ha portato a una diminuzione clinicamente significativa del peso rispetto ai controlli; le pazienti randomizzate in questo gruppo hanno perso infatti in media il 4,8% (±7,9) del peso corporeo a 12 mesi contro lo 0,8% (± 6,4) di aumento di peso nei controlli (p<0,0001). L’effetto dell’intervento differiva significativamente in base allo stato menopausale (nel gruppo di intervento, le pazienti in postmenopausa hanno perso più peso delle donne in premenopausa) (valore di interazione p = 0,0057) e alla etnia (valore di interazione p = 0,019), ma non allo stato del recettore ormonale (valore di interazione p = 0,17).

Lo studio dimostra pertanto che l’health coaching telefonico per la perdita del peso – un approccio più accessibile e conveniente rispetto ai programmi in presenza – può aiutare in modo significativo le pazienti con tumore alla mammella a perdere peso nell’arco di un anno ed è efficace per diversi gruppi di pazienti. Si attende quindi il follow-up a più lungo termine che permetterà di valutare se la riduzione del peso migliorerà in ultima analisi gli esiti di queste pazienti, come sottolineato dall’autrice principale dello studio Jennifer A. Ligibel, MD, FASCO, Professore Associato di Medicina presso il Dana-Farber Cancer Institute: “Il prossimo passo sarà quello di determinare se questa perdita di peso si traduce in tassi più bassi di recidiva e mortalità. Se il nostro studio avrà successo nel migliorare gli esiti del cancro, avrà implicazioni di vasta portata, dimostrando che la perdita di peso dovrebbe essere incorporata nello standard di cura per le sopravvissute al cancro alla mammella”.

Lo studio sta anche esaminando i livelli di esercizio fisico e i cambiamenti nella dieta dei partecipanti per comprendere meglio l’effetto dell’intervento di perdita di peso sulla salute generale. I ricercatori intendono anche analizzare i cambiamenti nei biomarcatori sierici legati alle vie metaboliche, infiammatorie e immunitarie per scoprire il meccanismo con cui l’obesità influisce sul cancro alla mammella.