NET e NEC gastrointestinali: una classificazione sempre più decisiva per la pratica clinica

A cura di Fabio Ambrosino By 5 Luglio 2026Luglio 8th, 2026No Comments
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La corretta classificazione delle neoplasie neuroendocrine gastrointestinali rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’intero percorso diagnostico-terapeutico. Distinguere con precisione tra tumori neuroendocrini ben differenziati (NET) e carcinomi neuroendocrini scarsamente differenziati (NEC) significa infatti riconoscere entità che possono essere biologicamente e clinicamente molto diverse, caratterizzate da comportamento, prognosi e sensibilità ai trattamenti differenti.

Accanto alla morfologia, assumono un ruolo centrale il grading, l’indice proliferativo e l’integrazione delle informazioni istopatologiche con i dati clinici e molecolari. Una diagnosi accurata è quindi essenziale per orientare le scelte terapeutiche, evitare approcci non appropriati e costruire una presa in carico realmente multidisciplinare, nella quale anatomopatologo, gastroenterologo, oncologo, chirurgo, radiologo e medico nucleare condividano informazioni e decisioni.

Le nuove acquisizioni stanno progressivamente affinando la classificazione di queste neoplasie e aiutano a interpretare meglio anche i casi più complessi, nei quali caratteristiche morfologiche e proliferative non sempre si inseriscono in categorie nette. In questo contesto, la qualità del campione, la corretta valutazione dei marcatori e l’esperienza del patologo dedicato assumono un peso determinante.

In occasione dell’ESMO Gastrointestinal Cancers Congress 2026 (ESMO GI 2026), la redazione di GastroInfo ha intervistato Massimo Milione, responsabile dell’UO di Anatomia Patologica dell’Ospedale di Cremona, per fare il punto sulle novità nella classificazione dei NET e dei NEC gastrointestinali e sulle loro ricadute nella pratica clinica.