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CheckMate 459, dati interessanti per NIVO malgrado l’endpoint primario fallito

By 27 Settembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiTemi

L’immunoterapia in prima linea nei pazienti con carcinoma epatocellulare (HCC) porta a miglioramenti significativi nei tassi di overall survival (OS) e nei tassi di risposta (ORR). Lo dimostrano i dati del trial CheckMate 459, presentati al congresso annuale dell’European Society of Medical Oncology (ESMO), in corso a Barcellona.

I ricercatori coordinati da Thomas Yau della University of Hong Kong of Pokfulam hanno randomizzato 743 pazienti con HCC non resecabile a nivolumab o sorafenib in prima linea. L’OS mediana è stata di 16,4 mesi nel braccio NIVO e di 14,7 mesi nel braccio sorafenib, quindi lo studio non è riuscito a conquistare la significatività statistica necessaria nel suo endpoint primario. L’overall response rate (ORR) è stato del 15% per NIVO e del 7% per sorafenib.

Spiega Thomas Yau: “Si tratta di risultati importanti perché nel trattamento dell’HCC in prima linea non si sono registrate innovazioni significative nell’ultimo decennio dopo l’avvento di sorafenib. Il carcinoma epatocellulare è spesso diagnosticato in stadio avanzato, quando le opzioni terapeutiche sono limitate. Il trial non ha raggiunto l’endpoint primario per la OS, ma l’analisi primaria dei dati ha permesso di evidenziare un beneficio significativo nell’OS, dato particolarmente impattante se pensiamo che il passaggio a una terapia successiva dopo sorafenib è risultato molto frequente nei pazienti del braccio sorafenib”.

David Frati

▼. Yau T, Park JW, Finn RS, Cheng AL, Mathurin P, Edeline J, Kudo M et al. CheckMate 459: A Randomized, Multi-Center Phase 3 Study of Nivolumab (NIVO) vs Sorafenib (SOR) as First-Line (1L) Treatment in Patients (pts) With Advanced Hepatocellular Carcinoma (aHCC). Abstract LBA38_PR, ESMO 2019.