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CDK4/6 inhibitors: fertilità e benefici sulle giovani donne

A cura di Alessio Malta By 5 Maggio 2022No Comments
Congressi

Due studi presentati a ESMO BC 2022 approfondiscono temi fondamentali per la consulenza e il trattamento delle giovani donne con carcinoma mammario in fase iniziale: gli inibitori CDK4/6 influiscono sulla fertilità e sono utili nelle donne in premenopausa?

In particolare le due ricerche suggeriscono una mancanza di effetto di palbociclib sulla funzione ovarica e dimostrano una riduzione simile della recidiva con abemaciclib, indipendentemente dallo stato della menopausa.

 

La prima presentazione riguarda un’analisi dello studio di fase III PENELOPE-B che sembrava non evidenziare alcun impatto sui livelli ormonali quando palbociclib è stato aggiunto alla terapia endocrina in 576 giovani pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale dopo chemioterapia neoadiuvante.

In sostanza, i livelli di estradiolo, dell’ormone follicolo-stimolante e dell’ormone anti-mulleriano (una misura delle riserve ovariche) non erano significativamente differenti dopo la fine del trattamento con palbociclib più terapia endocrina rispetto al basale.

“Anche se gli effetti dei diversi tipi di regimi chemioterapici sulla funzione ovarica sono ben noti, ci sono pochissimi dati sulla sicurezza riproduttiva di nuovi agenti mirati, inclusi i CDK4/6 inhibitors”, spiega Matteo Lambertini dell’Università di Genova. “Si tratta di una domanda cruciale, dato che le donne che ricevono CDK4/6 inhibitors sono già ad alto rischio di tossicità ovarica a causa della precedente chemioterapia”.

 

La seconda presentazione fa luce invece sull’efficacia di un altro CDK4/6 inhibitor, abemaciclib, in combinazione con la terapia endocrina nelle giovani donne. Da un’analisi di sottogruppo dello studio monarchE è emerso che i benefici del trattamento con l’aggiunta di abemaciclib alla terapia endocrina nelle donne con carcinoma mammario in fase iniziale HR-positivo e HER2-negativo ad alto rischio di recidiva erano simili nel 43,5% delle donne in premenopausa e nel 56,4% in postmenopausa.

“L’effetto costante, indipendentemente dallo stato della menopausa, è rassicurante. Per anni abbiamo pensato che i pazienti in premenopausa più giovani avessero esiti peggiori rispetto ai pazienti in postmenopausa più anziani, ma l’attuale disponibilità di nuove terapie antitumorali efficaci mette in discussione questo concetto, è il commento di Lambertini.

Analisi di questo tipo sono di fondamentale importanza anche per altri agenti antitumorali come i checkpoint inhibitors e i PARP inhibitors, per informare meglio i medici e i pazienti sulla loro efficacia e sicurezza, per quanto possibile, nel trattamento delle donne più giovani con carcinoma mammario.

 

Furlanetto J, et al. Ovarian function in young patients (pts) treated with postneoadjuvant palbociclib (PAL) and endocrine therapy (ET) for hormone receptor (HR)-positive, HER2-negative early breast cancer (BC): explorative analysis in Penelope-B. ESMO Breast Cancer 2022, Abstract 60MO.

Paluch-Shimon S, et al. Efficacy and safety results by menopausal status in monarchE: Adjuvant abemaciclib combined with endocrine therapy in patients with HR+, HER2- high-risk early breast cancer. ESMO Breast Cancer 2022, Abstract 63P.