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Cardioncologia: timori e opportunità

By 14 Ottobre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiNewsTemi

Domenica 27 ottobre, nell’ambito del XXI Congresso Nazionale AIOM, si svolgerà a Roma presso il Marriott Park Hotel (Sala Tiziano 1, ore 9.50) il Simposio “Cardioncologia: timori e opportunità. Aumentare la sicurezza senza perdere l’efficacia“. A coordinare i lavori Paolo Spallarossa (IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova) e Luigi Coltelli (UOC Oncologia Medica – Azienda USL Toscana Nord Ovest).

SCARICA QUI L’INVITO AL SIMPOSIO

Il Simposio si pone l’obiettivo di supportare la cultura della Cardioncologia come disciplina complementare e non accessoria alla pratica clinica.

Si tratta di un tema particolarmente importante anche in virtù delle opzioni terapeutiche ad oggi a disposizione dei clinici. La doxorubicina liposomiale non pegilata (NPLD) per esempio è un’antraciclina per meccanismo d’azione, ma non lo è per farmacocinetica e farmacodinamica. Da ciò consegue un profilo di tossicità cardiovascolare significativamente favorevole a parità di efficacia. L’irreversibilità del danno cardiaco da antracicline convenzionali già dalle prime somministrazioni avrebbe dovuto aprire la strada a un utilizzo generalizzato già in adiuvante. La fase metastatica ci consegna infatti dei pazienti con quadro cardiovascolare potenzialmente già compromesso nei quali NPLD dovrebbe costituire lo standard terapeutico come già accade in ematologia.

Anche nel setting metastatico, nei pazienti candidabili a chemio, il profilo di tossicità estremamente favorevole di NPLD consente un rechallenge con più cicli di trattamento e una maggiore permanenza in terapia. I parametri per la valutazione del danno cardiaco definiti in base alle linee guida attuali (LVEF, biomarcatori ecc.) permettono di rilevare il danno cardiaco solo quando questo si manifesta a livello funzionale/clinico, e quindi purtroppo tardivo.

Supportare la cultura della Cardioncologia allo scopo di approcciare in maniera organica ed efficace le problematiche cardiologiche legate alle terapie antitumorali consentirà una gestione integrata della patologia e la personalizzazione della terapia per il paziente oncologico.