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Carcinoma ovarico, olaparib+bevacizumab per la terapia di mantenimento

By 28 Settembre 2019Maggio 12th, 2021No Comments
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Una terapia di mantenimento più intensa, basata sull’aggiunta del PARB inibitore olaparib a bevacizumab, si associa a un beneficio clinico nelle pazienti affette da carcinoma ovarico, con e senza mutazione di BRCA. Sono stati presentati al Meeting annuale dell’European Society for Medical Oncology, in corso in questi giorni a Barcellona, i risultati del trial di fase III PAOLA-1/ENGOT-ov25.

Lo studio ha reclutato 806 pazienti con carcinoma ovarico di stadio III/IV e caratterizzate da una precedente risposta parziale o completa alla terapia con chemioterapia standard e bevacizumab. In seguito alla conclusione del ciclo di chemioterapia, le pazienti sono state randomizzate (in rapporto 2:1) per ricevere il PARP inibitore olaparib o un placebo in aggiunta a bevacizumab. L’endpoint primario dello studio era costituito dalla sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS). Il follow up medio dello studio è stato di 24 mesi per il braccio sperimentale e di 22,7 mesi per il braccio sottoposto a placebo più bevacizumab e la PFS media è risultata pari a 22,1 e 16,6 mesi, rispettivamente (HR 0,59; I.C. 95% 0,49 – 0,72; p<0,0001). “Lo studio riporta l’hazard ratio più elevato e la maggiore PFS che abbiamo mai visto”, ha commentato Isabelle Ray-Coquard del Centre Leon Bèrard di Lione, tra gli autori della ricerca. “Inoltre, la selezione delle pazienti non prevedeva limitazioni in termini di outcome chirurgico o presenza della mutazione BRCA, quindi le partecipanti rappresentano la popolazione generale delle donne con carcincoma ovarico avanzato”.

L’analisi dei sottogruppi ha poi messo in evidenza un guadagno maggiore, in termini di PFS, nelle pazienti con mutazione BRCA e deficit della ricombinazione omologa (HRD) con un hazard ratio di 0,31 e 0,33, rispettivamente. In queste pazienti, infatti, la PFS media è arrivata a raggiungere i 37,2 mesi. “I risultati relativi ai gruppi con BRCA e HRD identificano, per la prima volta, una popolazione di pazienti con un maggiore beneficio clinico associato all’aggiunta di olaparib al trattamento con bevacizumab”, ha sottolineato Ray-Coquard.

Fabio Ambrosino

▼ Ray-Coquard IL, Pautier P, Pignata S, et al. Phase III PAOLA-1/ENGOT-ov25 trial: Olaparib plus bevacizumab (bev) as maintenance therapy in patients (pts) with newly diagnosed, advanced ovarian cancer (OC) treated with platinum-based chemotherapy (PCh) plus bev. Abstract LBA2_PR, ESMO 2019.