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Carcinoma nasofaringeo, dallo JUPITER-02 una nuova speranza

David Frati By 5 Giugno 2021Giugno 6th, 2021No Comments
Congressi

L’aggiunta dell’agente immunoterapico toripalimab alla chemioterapia standard di prima linea ritarda significativamente la progressione di malattia nei pazienti con carcinoma nasofaringeo (NPC) recidivo o metastatico. Lo dimostra lo studio internazionale di fase III JUPITER-02, presentato al meeting annuale 2021 dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO). Si tratta di un risultato che potrebbe rappresentare un cambiamento di paradigma nella cura di questi pazienti, per i quali attualmente ci sono poche opzioni di trattamento.

L’NPC, un tipo di tumore del testa collo che esordisce nel rinofaringe, rappresenta un significativo problema di salute globale. È particolarmente diffuso nell’Asia orientale e sud-orientale, che conta oltre il 70% delle circa 129.000 nuove diagnosi in tutto il mondo ogni anno. La chemioterapia a base di platino è attualmente il trattamento standard di prima linea per NPC ricorrenti o metastatici. Tuttavia, la durata della risposta è in media inferiore a sei mesi.

Lo studio JUPITER-02 ha arruolato 289 pazienti con NPC ricorrente o metastatico, che non avevano ricevuto precedente chemioterapia e che sono stati randomizzati 1:1 a ricevere toripalimab (146 pazienti) o placebo (143). I pazienti di entrambi i gruppi hanno ricevuto anche chemioterapia con gemcitabina/cisplatino. Lo studio JUPITER-02 ha dimostrato che l’aggiunta dell’immunoterapia toripalimab alla chemioterapia standard di prima linea ha allungato il tempo alla progressione della malattia rispetto al placebo, con una mediana di 11,7 mesi vs. 8,0 mesi, rispettivamente. A 1 anno, il 49% dei pazienti che hanno ricevuto toripalimab non ha avuto una progressione della malattia, rispetto al 28% di quelli che hanno ricevuto il placebo.

“Il carcinoma rinofaringeo è impegnativo in quanto viene tipicamente diagnosticato in una fase avanzata quando le attuali opzioni terapeutiche sono estremamente limitate. La risposta estesa nei pazienti che hanno ricevuto toripalimab segna un progresso significativo per il trattamento di questa malattia”, ha affermato Rui-hua Xu del dipartimento di Oncologia medica del Sun Yat-sen University Cancer Center di Guangzhou.