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Carcinoma mammario, cresce il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

A cura di Luciano De Fiore By 20 Maggio 2024No Comments
Congressi

L’intelligenza artificiale si integra sempre più in molti aspetti della gestione del tumore della mammella: diviene davvero urgente definire i livelli di evidenza attesi, insieme alla definizione di processi regolatori e di rimborso su misura. Se ne è parlato al congresso ESMO Breast Cancer 2024 di Berlino.

L’intelligenza artificiale (AI) è ormai praticamente ovunque nel campo dei tumori mammari. Per quanto la ricerca sull’AI sia solo agli inizi in molti casi, il ritmo del cambiamento è sorprendente. Attualmente, le maggiori evidenze e la maggiore applicazione clinica riguardano la scoperta del tumore stesso. I sistemi iniziali di rilevazione assistita da computer, già implementati da tempo per il potenziamento dello screening, possono ora essere superati dai modelli di nuova generazione. Una critica chiave alla ricerca in questo campo è stata la sua dipendenza dai dati retrospettivi, ma ora stanno iniziando a emergere studi prospettici volti a confermare i benefici dell’AI nel supportare lo screening mammografico (Nat Med. 2023;29:3044–3049; Lancet Digit Health. 2023;5:e703–e711).

Sono invece ancora un po’ più indietro altri usi promettenti dell’IA nel tumore al seno. Nella previsione del rischio futuro di tumore, i modelli di IA, combinati con quelli tradizionali, potrebbero rivelarsi strumenti sensibili, ma pochi hanno già ricevuto un’approvazione normativa (Radiology. 2023;307:e222733). L’IA ha trasformato la diagnosi patologica, rendendo indispensabili le diapositive virtuali, che possono migliorare la gestione del paziente. La ricerca avanzata sull’IA per prevedere la prognosi oltre i marker classici potrebbe offrire un’alternativa conveniente ai più costosi strumenti genomici. Anche la radioterapia guidata dall’IA, prevedendo la distribuzione della dose, è un campo in evoluzione (Radiat Oncol. 2022;17:25).

A questo punto, non resta che determinare i livelli di evidenza accettabili per un uso più ampio dell’IA nel carcinoma mammario. L’evoluzione è estremamente rapida, il che rende difficile fermarsi a considerare questo aspetto in modo approfondito. Dal momento che i modelli di IA non sono né farmaci né dispositivi, quale validazione prospettica è necessaria? Oltre alla marcatura CE, come definiamo cosa ci aspettiamo dall’IA e come possiamo regolare l’approvazione dei modelli? In che misura l’IA dovrebbe sostituire le attività mediche standard e il personale? Qual è il livello di fiducia che abbiamo in essa? E quale livello di fiducia si aspettano i pazienti dall’IA? Il coinvolgimento di società oncologiche professionali come l’ESMO sarà fondamentale per fornire alla comunità professionale, ai fornitori e ai pazienti risposte tempestive e accessibili a queste domande.

È inoltre necessario definire chiaramente i meccanismi di approvazione e le responsabilità di rimborso. È sconfortante riconoscere che l’IA è potenzialmente ancor più utile nei Paesi con risorse limitate, dove spesso manca il personale sanitario esperto, come i patologi, ma, come accade per alcuni nuovi trattamenti, i prodotti di IA potrebbero esser troppo costosi per molti che potrebbero trarne beneficio. Parallelamente alla crescita delle approvazioni dell’IA nella gestione dei diversi aspetti del carcinoma mammario, dobbiamo fare di tutto per garantire equità nell’accesso.