Skip to main content

Carcinoma epatico avanzato: con durvalumab + tremelimumab migliora la sopravvivenza

A cura di Alessio Malta By 2 Febbraio 2022No Comments
Congressi

La combinazione di immunoterapici durvalumab + tremelimumab ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma epatocellulare avanzato non resecabile, il tipo più comune di carcinoma epatico, rispetto al solo sorafenib. La notizia arriva dal Gastrointestinal Cancers Symposium dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO GI) di San Francisco.

Lo studio randomizzato di fase III HIMALAYA, presentato ad ASCO GI 2022, ha arruolato 1171 pazienti sono randomizzati a uno dei tre regimi di trattamento: tremelimumab più durvalumab, durvalumab da solo o sorafenib. I pazienti, con fattori di rischio noti per la malattia, compresi quelli con epatite virale B, epatite C e altre origini non virali, sono stati seguiti per una mediana di circa 16 mesi. Il rischio di morte è risultato del 22% inferiore nei pazienti che hanno ricevuto i due farmaci immunoterapici rispetto a quelli che hanno ricevuto sorafenib, lo standard di cura. Il tasso di risposta globale per la combinazione immunoterapica è stato del 20,1% rispetto al 17% del gruppo durvalumab da solo e al 5,1% del gruppo sorafenib. A tre anni, circa il 30,7% di quelli che hanno ricevuto il trattamento combinato erano ancora vivi rispetto al 24,7% di durvalumab e al 20,2% di sorafenib. Eventi avversi di grado 3 o 4 correlati al trattamento si sono verificati nel 25,8% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento di associazione rispetto al 12,9% di durvalumab e al 36,9% di sorafenib.

“In attesa dell’approvazione dell’FDA, questo nuovo regime di doppia immunoterapia potrebbe essere prontamente disponibile per tutti i pazienti e non richiederebbe ulteriori valutazioni di sicurezza prima del trattamento”, ha spiegato Ghassan Abou-Alfa (Memorial Sloan Kettering Comprehensive Cancer Center), tra i ricercatori dello studio HIMALAYA. I ricercatori hanno annunciato che si occuperanno anche dei risultati della sopravvivenza libera da progressione e degli esiti sulla qualità della vita dei pazienti nello studio per stabilire il modo migliore per somministrare e monitorare i farmaci e ottimizzare la cura del paziente.