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Biosimilari in Oncologia, con ABP 980 l’inizio di una nuova era?

By 26 Settembre 2017Maggio 12th, 2021No Comments
Congressi

Presentati durante una poster discussion al Congresso annuale dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) 2017 di Madrid i risultati di uno studio di Fase III che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di ABP 980, biosimilare di trastuzumab, confrontato con il prodotto originator in pazienti con carcinoma della mammella precoce HER2-positivo. I dati di efficacia, sicurezza e immunogenicità supportano ABP 980 come biosimilare di trastuzumab e si aggiungono alla totalità di evidenze, al momento in fase di revisione, da parte di EMA e FDA.

Tra i primi tre principi attivi a maggiore spesa nel 2016 in ambito ospedaliero, secondo l’ultimo rapporto OSMED, il trastuzumab (222,7 milioni di euro) ed il rituximab (156,30 milioni di euro), vale a dire due dei primi biosimilari chemioterapici che verranno introdotti in Italia. Questa novità avrà conseguenze cliniche, oltre che farmaco-economiche? Lo abbiamo chiesto a Catia Angiolini, Coordinatore del Centro di Senologia – Breast Unit della AOU Careggi di Firenze.

L’introduzione dei biosimilari comporterebbe un grande risparmio per la sanità europea? Come potrebbe essere reinvestito questo risparmio? Nella ricerca? Nell’acquisto di nuovi farmaci spesso costosi? Come vincere le resistenze di oncologi e pazienti? Lo abbiamo chiesto a Massimo Di Maio, Direttore della SCDU Oncologia dell’AO Ordine Mauriziano di Torino.

Lo studio LILAC di Fase III su ABP 980 è uno studio randomizzato, multicentrico, in doppio cieco, con controllo attivo (numero 20120283) che ha valutato sicurezza ed efficacia di ABP 980 rispetto a trastuzumab in donne adulte affette da cancro al seno precoce HER2-positivo. Le pazienti arruolate sono state 725, di cui 364 assegnate al braccio di trattamento con ABP 980 e 361 al braccio in trattamento con trastuzumab. Nella fase neoadiuvante, le pazienti arruolate hanno ricevuto una chemioterapia iniziale con epirubicina e ciclofosfamide (EC) ogni tre settimane per quattro cicli. Una volta completata la chemioterapia, le pazienti con adeguata funzionalità cardiaca sono state randomizzate 1:1 a ricevere ABP 980 o trastuzumab, più paclitaxel, ogni tre settimane per quattro cicli. La chirurgia (della mammella con biopsia linfonodo sentinella o dissezione dei linfonodi ascellari) è stata effettuata da tre a sette settimane dopo l’ultima dose di ABP 980 o di trastuzumab nella fase neoadiuvante ed è stata analizzata la risposta patologica completa. Nella fase adiuvante, dopo la chirurgia, le pazienti hanno ricevuto ABP 980 o trastuzumab una volta ogni tre settimane fino a un anno dal primo giorno in cui il farmaco è stato somministrato nella fase neoadiuvante. Le pazienti che in fase neoadiuvante avevano ricevuto ABP 980 hanno continuato con lo stesso farmaco una volta ogni tre settimane in fase adiuvante. Le pazienti che avevano ricevuto trastuzumab in fase neoadiuvante, potevano ricevere ABP 980 o continuare trastuzumab una volta ogni tre settimane in fase adiuvante. L’assegnazione a un gruppo di trattamento durante la fase adiuvante e neoadiuvante si è verificata secondo randomizzazione, così come la singola transizione da trastuzumab a ABP 980 dopo la fase neoadiuvante.

Gli endpoint coprimari dello studio sono stati la differenza di rischio (RD) e il rapporto di rischio (RR) della risposta completa patologica misurata nel tessuto mammario e nei linfonodi ascellari, e i margini di equivalenza prespecificati sono stati +/-13% per RD e da 0,759 a 1,318 per RR. In base alla valutazione locale, il 48% e il 40.5% dei pazienti trattati nel braccio con ABP 980 e nel braccio con trastuzumab rispettivamente, hanno raggiunto una risposta patologica completa. La differenza e il rapporto di rischio (RD e RR) della risposta completa patologica sono stati rispettivamente 7,3% (90% IC: 1,2, 13,4) e 1,19 (90% IC: 1,033, 1,366). Secondo la revisione centrale indipendente, che è stata condotta come parte di un’analisi di sensitività, rispettivamente il 47,8% e il 41,8% nel braccio con ABP 980 e nel braccio con trastuzumab, hanno raggiunto la risposta patologica completa. RD e RR di risposta patologica completa sono stati rispettivamente 5.8% (90% CI: -0.5, 12.0) e 1,14 (90% CI: 0.993, 1.312). Frequenza, tipo e severità degli eventi avversi sono stati simili tra ABP 980 e trastuzumab. Non sono stati indentificati nuovi segnali rispetto al già noto profilo di sicurezza di trastuzumab.