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Biopsia liquida per l’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico, il Registro PanDaDETECT

A cura di Fabio Ambrosino By 2 Giugno 2024No Comments
Congressi

L’impiego di una biopsia liquida ottimizzata per l’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico è fattibile e affidabile, mostrando una buona correlazione con la risposta sierologica e radiografica. Sono stati presentati nel corso del meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso dal 31 maggio al 4 giugno a Chicago, i dati del Registro PanDaDETECT.

Nell’ambito dell’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico, patologia gravata ancora oggi da una prognosi sfavorevole, è pressante il bisogno di individuare nuovi biomarcatori agili e affidabili per la diagnostica e il monitoraggio del trattamento. La rilevazione del DNA tumorale circolante (ctDNA) mediante biopsia liquida costituisce un approccio promettente in questo senso, essendo questo biomarcatore risultato correlato alla risposta al trattamento in altre tipologie di tumori.

Lo studio presentato a Chicago ha quindi valutato la fattibilità di una biopsia liquida basata su Next Generation Sequencing (NGS) e ottimizzata in modo specifico per l’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico. Sono stati valutati i dati del Registro PanDaDETECT relativi a 57 pazienti affetti da questa forma tumorale, i quali sono stati sottoposti a prelievo di plasma al momento della diagnosi e ogni tre mesi nel corso del trattamento palliativo. I campioni di plasma sono stati analizzati mediante NGS utilizzando un pannello genico ottimizzato per l’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico, in cui erano rappresentati i quattro geni più frequentemente mutati in questo setting clinico: KRAS, TP53, SMAD4 e CDKN2A). I risultati della biopsia liquida sono stati quindi confrontati con i dati NGS provenienti dai campioni istologici di tessuto tumorale e con quelli relativi al biomarcatore sierologico Ca 19-9 e ai dati di risposta radiografica.

L’analisi istologica del tessuto tumorale ha messo in evidenza una mutazione a livello dei quattro geni considerati in 49 dei 57 pazienti (94,2%) inclusi nel Registro. Confrontando i dati di sequenziamento del tessuto e quelli del plasma alla diagnosi iniziale è emerso che la biopsia liquida ha permesso di rilevare la presenza di ctDNA in 32 dei 49 pazienti (65,3%). Nel sottogruppo di 22 pazienti per cui erano disponibili campioni di plasma dopo tre mesi di trattamento la rilevazione del ctDNA ha mostrato una correlazione superiore con la risposta radiografica valutata dai criteri RECIST rispetto al biomarcatore sierologico Ca 19-9. Nei pazienti con risposta parziale o malattia stabile i livelli di ctDNA sono risultati notevolmente inferiori, mentre sono rimasti elevati nei pazienti la cui malattia è poi progredita. Infine, l’esito della biopsia liquida è risultato ben correlato con la risposta clinica e radiografica anche nei nove degli 11 pazienti per cui erano disponibili dati dopo sei mesi di trattamento.

In conclusione, i risultati di questo studio suggeriscono che un approccio basato sull’impiego di una biopsia liquida ottimizzata per l’adenocarcinoma duttale pancreatico metastatico è fattibile e clinicamente rilevante, mostrando una buona correlazione con la risposta sierologica e quella radiografica. Il pannello NGS utilizzato nello studio è stato in grado di rilevare ctDNA nella maggioranza dei pazienti con PDAC, ponendosi come una soluzione economicamente vantaggiosa per la diagnostica clinica e il monitoraggio della risposta al trattamento.