Il dolore è un sintomo decisivo che i pazienti oncologici affrontano in ogni fase della malattia e richiede quindi una gestione corretta da parte degli specialisti. Il libro “Il dolore, l’oncologo e il basket”, giunto alla sua seconda edizione, aggiornata e arricchita di nuovi contenuti, offre agli oncologi gli strumenti necessari per affrontare il dolore, attraverso una metafora tanto inaspettata quanto efficace. L’autore, Giampiero Porzio, esperto di cure palliative ed ex allenatore di basket, traduce il complesso approccio terapeutico in un accessibile e divertente “playbook” ispirato alle strategie della pallacanestro. L’obiettivo è aiutare i medici a “vincere la partita contro il dolore”, un contributo pratico e originale per la formazione in questo ambito fondamentale dell’oncologia.
AIOM 2025 ha rappresentato l’occasione per parlare con Giampiero Porzio (Associazione Tumori Toscana – ATT) della nuova edizione, appena pubblicata, del suo fortunato libro “Il dolore, l’oncologo e il basket”, in cui, attraverso la sorprendente ma efficacissima metafora della pallacanestro, riesce a trasmettere all’oncologo l’ABC delle cure palliative senza banalizzarle.
Oncologia e sport sono due ambiti che hanno più di un punto in comune. Di queste analogie, dello sport come metafora e delle terapie palliative in oncologia abbiamo parlato con Massimo Di Maio (Professore ordinario Oncologia Università degli Studi di Torino, Direttore SC Oncologia Medica Ospedale Molinette – AOU Città della Salute e della Scienza, Presidente AIOM), che abbiamo incontrato ad AIOM 2025.
Come si ridefinisce oggi il concetto di terapie di supporto, in uno scenario oncologico in costante mutamento? Quale rapporto c’è tra cure di supporto (o simultanee) e “time toxicity”? Ne abbiamo parlato con Raffaele Giusti (UOC Oncologia Medica, AOU Sant’Andrea, Roma) che abbiamo incontrato ad AIOM 2025.


