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ASCO virtual scientific meeting: numeri record

By 5 Giugno 2020Maggio 12th, 2021No Comments
CongressiSpeciali

L’American Society of Clinical Oncology (ASCO) ha reso noto che il meeting scientifico ha conseguito una partecipazione record. Al congresso, per la prima volta interamente virtuale e tenutosi da venerdì 29 a domenica 31 maggio, hanno partecipato più di 42.700 operatori da 138 Paesi, apprendendo virtualmente gli ultimi sviluppi in ogni area della ricerca contro il cancro.

Durante il weekend sono stati messi a disposizione dei congressisti quasi 5.300 abstract e più di 100 sessioni on-demand e in diretta con la partecipazione di più di 2.300 oratori, presentazioni di poster, sessioni introduttive e plenarie, sessioni dedicate ai temi salienti dell’oncologia e simposi clinici sui tumori. L’insieme dei contenuti disponibili è stato visto già più di 2,5 milioni di volte. La straordinaria e contemporanea richiesta di accessi nella prima giornata ha finito col creare seri problemi ai server, per quanto potenti.

In risposta all’emergenza determinata dalla pandemia da coronavirus, l’ASCO ha completamente re-immaginato e cambiato i suoi programmi per il Meeting Annuale 2020, la più grande conferenza al mondo dedicata all’oncologia, inizialmente prevista dal 29 maggio al 2 giugno 2020 a Chicago. Volendo assicurare comunque un’esperienza di incontro educativo coinvolgente e scientificamente proficuo per i partecipanti, lo staff e i volontari dell’ASCO da marzo si sono messi al lavoro per trasformare il meeting in un evento completamente virtuale. Per il loro grande impegno sono stati ringraziati da Howard A. “Skip” Burris III, Presidente dell’ASCO, nel suo discorso d’inizio meeting, dedicato al tema scelto per quest’anno: “Uniti per vincere: insieme acceleriamo il progresso”. “Per quanto il COVID-19 abbia reso questo un anno molto impegnativo, ci siamo stretti nell’obiettivo di trovare nuove cure per il cancro, migliorando la vita dei pazienti di cui siamo al servizio.” Il presidente ASCO ha poi aggiunto: “Anche se la pandemia ci ha impedito di riunirci a Chicago, ciò non ci ha fermato dal compiere la nostra missione di condividere le nuove conoscenze, così da accelerare i progressi per milioni di persone che vivono in tutto il mondo colpite dal cancro. È stato bello vedere la comunità dell’oncologia realmente unita e impegnata ad aiutare i nostri pazienti durante e nonostante la pandemia”. Al tema delle cure oncologiche al tempo del COVID-19 è stata dedicata una sessione in diretta, che si è andata ad aggiungere ai simposi clinici sulle maggiori tendenze nella ricerca sui tumori e alla sessione plenaria sugli studi destinati a cambiare la pratica clinica.

Il meeting virtuale ha attirato partecipanti da tutta la comunità oncologica mondiale in rappresentanza di una grande varietà di discipline, inclusi 40.000 oncologi, quasi 2.600 docenti e oratori, intorno ai 500 rappresentanti delle associazioni di pazienti, la vetrina di più di 200 aziende e la copertura mediatica di più di 450 mezzi di informazione. Come ci ha anche dichiarato Enrique Soto Pérez, rendere l’ASCO virtuale ha anche contribuito a rendere più democratico il meeting annuale, consentendo di partecipare alle plenarie a molti oncologi dei Paesi in via di sviluppo, altrimenti impossibilitati a partecipare dati i costi di trasferta.

Attraverso la piattaforma del meeting, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di connettersi con i colleghi attraverso una funzione di chat o programmando video-chiamate. I congressisti hanno fatto largo uso dei social media: l’hashtag ufficiale del meeting #ASCO20 è stato utilizzato da più di 8.800 utenti Twitter per più di 45.000 tweets e ci sono state più di 750milioni di interazioni sui social media, inclusi like, condivisioni e commenti. Le sessioni saranno disponibili sulla piattaforma del meeting virtuale sino a 30 novembre 2022.

Durante il meeting sono stati assegnati più di 8 milioni di dollari per la ricerca contro il cancro e la Conquer Cancer, la fondazione dell’ASCO, ha raccolto quasi un milione di dollari per la ricerca e il COVID Impacts Cancer Fund. A conclusione di questo report sui dati estremamente positivi del congresso virtuale ASCO20, non possiamo non ricordare come comunque la pandemia abbia notevolmente e drammaticamente influenzato sia le cure, sia la prevenzione contro il cancro. È già stato denunciato sia da oncologi noti, sia dalla stessa AIOM che la chiusura degli ambulatori oncologici e la drastica diminuzione delle visite e di tutti gli esami clinici e radiologici hanno determinato un ritardo nelle diagnosi. Si iniziano già a vedere pazienti con tumori avanzati, come non capitava da tempo grazie alle diagnosi precoci.

In sintesi, si può dire che se il COVID-19 per fortuna non è riuscito in generale a bloccare la ricerca contro il cancro e la condivisione del sapere, questa battaglia è stata resa più ardua dai ritardi a cui gli oncologi sono stati costretti, come ha fatto notare oggi Maurizio Spaggiari (IEO, Milano) in un’intervista a “la Repubblica”: “Di cancro si muore, di coronavirus si può morire, ma si possono anche prendere delle precauzioni, usare protezioni. A chi ha il cancro, indossare la mascherina non serve a nulla. Ci sono persone che hanno dovuto aspettare due o tre mesi per essere visitate e portate all’intervento. Ma un tumore al polmone in due mesi va in progressione, può passare allo stadio intermedio e la probabilità di sopravvivenza del paziente cala in modo drammatico”.

Priscilla De Fiore

Fonti: #ASCO20, “La Repubblica”, 5 giugno 2020