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ASCO GI 2022, quali novità per i tumori colorettali?

A cura di David Frati By 8 Febbraio 2022No Comments
Congressi

L’edizione 2022 del Gastrointestinal Cancers Symposium dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO GI) non ha presentato soltanto la novità della modalità di svolgimento “ibrida” (cioè in parte online e in parte in presenza – dal 20 al 22 gennaio a San Francisco): anche l’organizzazione delle sessioni del congresso è stata per molti versi innovativa. L’intento degli organizzatori era quello di evidenziare tre macroargomenti che riguardassero l’ambito dei tumori gastrointestinali indipendentemente dalla sede di malattia, rispondendo all’attuale esigenza di un modello mutazionale anche in oncologia clinica. La prima sessione è stata quindi dedicata al ruolo emergente del ctDNA nella diagnosi e nel trattamento dei tumori gastrointestinali, la seconda al processo di approvazione dei farmaci innovativi da parte della Food and Drug Administration (FDA) e a come sarebbe necessario modernizzarlo, la terza infine alla personalizzazione delle terapie sistemiche e loco-regionali nei pazienti oligometastatici.

Numerosi gli abstract e i poster significativi nell’ambito del trattamento dei tumori colorettali, vediamone alcuni.

1. La presenza di DNA tumorale circolante rilevabile (ctDNA) a quattro settimane dall’intervento chirurgico è correlata a una sopravvivenza libera da malattia inferiore tra i pazienti con tumori colorettali, secondo i risultati dello studio GALAXY. Tra i pazienti con ctDNA rilevabile a 4 settimane dall’intervento, una chemioterapia adiuvante previene la presenza di ctDNA rilevabile entro la settimana 12 in più di due terzi dei pazienti, migliorando la prognosi.

2. Una pooled analysis di 11 trial del database ACCENT/IDEA (tra i ricercatori coinvolti anche gli italiani Alberto F. Sobrero e Roberto Labianca) ha dimostrato che nei pazienti con tumore colorettale di stadio III trattati con chemioterapia adiuvante a base di oxaliplatino per 6 mesi la discontinuazione anticipata del trattamento è associata a un peggioramento di DFS e OS, ma la discontinuazione soltanto dell’oxaliplatino non ha portato a un peggioramento degli outcome clinici. Questi dati suggeriscono – in caso di neurotossicità – di non proseguire la somministrazione di oxaliplatino oltre il 75% dei cicli di chemioterapia adiuvante previsti in questo tipo di pazienti.

3. I dati del follow up dello studio GERCOR NIPICOL ci dicono che un anno di trattamento con nivolumab+ipilimumab nei pazienti con tumore colorettale metastatico (mCRC) chemioresistente con instabilità dei microsatelliti e difetto del DNA mismatch repair (dMMR) continua dopo 3 anni a mostrare attività clinica. Inoltre, una nuova somministrazione di nivolumab in caso di insorgenza di resistenza dopo la cessazione dell’immunoterapia sembra ottenere risultati incoraggianti.

4. Un team di ricercatori dell’University of Pittsburgh ha valutato in due distinti poster larotrectinib vs entrectinib e vs regorafenib o trifluridina/tipiracile in pazienti con tumore colorettale metastatico con fusione di TRK, rilevando in entrambi i casi un significativo vantaggio del trattamento con larotrectinib sia dal punto di vista della sopravvivenza che da quello della QALY (quality-adjusted life-year). Si attende un follow up più esteso per confermare questi dati già molto incoraggianti.

5. Da un trial multicentrico cinese è emerso che l’impiego della chirurgia robotica sembra decisamente vantaggioso nella rimozione di tumori del retto inferiore e medio rispetto alla laparoscopia: significativamente ridotte le lesioni operatorie, aumentata la radicalità oncologica, velocizzato il recupero post-operatorio.

6. Il sogno di avere un biomarker ematico affidabile per il CRC sta per diventare realtà? Uno studio suggerisce di utilizzare l’aspartile (asparaginile) β-idrossilasi (AABH). Livelli elevati di AABH sono stati riscontrati nel sangue di pazienti con tumori colorettali a differenti stadi, mentre il biomarker è pressoché non rilevabile nel siero dei pazienti sani. Si tratta di un dato molto promettente, perché si stima che la disponibilità di un biomarker efficace per la diagnosi del CRC consentirebbe di guadagnare circa 5 anni in sopravvivenza media.

7. Uno studio multicentrico giapponese di fase 2, il JACCRO CC-16, ha dimostrato che la combinazione ramucirumab + FOLFIRI come trattamento di seconda linea nei pazienti con tumore colorettale metastatico RAS wild-type precedentemente trattati con la combinazione chemioterapia + anti EGFR consente di aumentare la PFS mantenendo una ottima tollerabilità.

BIBLIOGRAFIA

1. Kotaka M et al. Association of circulating tumor DNA dynamics with clinical outcomes in the adjuvant setting for patients with colorectal cancer from an observational GALAXY study in CIRCULATE-Japan.

2. Gallois C et al. Prognostic impact of early treatment discontinuation and early oxaliplatin discontinuation in patients treated with 6 months of oxaliplatin-based adjuvant chemotherapy for stage III colon cancer: an ACCENT/IDEA pooled analysis of 11 trials.

3. Cohen R et al. One-year duration of nivolumab plus ipilimumab in patients (pts) with microsatellite instability-high/mismatch repair-deficient (MSI/dMMR) metastatic colorectal cancer (mCRC): Long-term follow-up of the GERCOR NIPICOL phase II study.

4. Suh K et al. The potential long-term comparative effectiveness of larotrectinib versus entrectinib for treatment of metastatic TRK fusion colorectal cancer.
Suh K et al. The potential long-term comparative effectiveness of larotrectinib versus regorafenib or trifluridine/tipiracil for treatment of metastatic TRK fusion colorectal cancer.

5. Xu J et al. Robotic versus laparoscopic surgery for middle and low rectal cancer (REAL): Shortterm outcomes of a multicenter randomized controlled trial.

6. Moshiri M et al. Colorectal cancer biomarker, AABH (Aspartyl [Asparaginyl] β- hydroxylase), a companion imaging and treatment strategy.

7. Nakamura M. A multicenter phase 2 trial of ramucirumab plus FOLFIRI as second-line treatment for patients with RAS wild-type metastatic colorectal cancer previously treated with combination chemotherapy with anti-EGFR antibody: JACCRO CC-16.