Skip to main content

ASCO 2021: l’equità al centro

Luciano De Fiore By 12 Maggio 2021Giugno 3rd, 2021No Comments
CongressiSpeciali

La pandemia da COVID-19 continua a evidenziare l’universalità del problema dell’accesso alle cure. In queste settimane sotto i riflettori dell’opinione pubblica internazionale vi è l’India. Che però non è che un esempio, macroscopico, di quanto ancora nel mondo l’assistenza alle persone bisognose di cure sia ancora sbilanciata e iniqua. Non si tratta soltanto di un – sia pur gravissimo – problema morale. Se nel corso di una pandemia aree o Paesi interi si trovano tagliati fuori e quindi non si giovano dei presidi vaccinali e delle altre cure necessarie, ne scapita il sistema-mondo. Ovviamente, questo è tanto più vero nel caso di una pandemia infettiva.

Per questo da molti anni l’OMS invita la comunità internazionale a dare priorità alla questione dell’equità nell’accesso alle cure. L’ASCO risponde all’invito, pur scontando le difficoltà che derivano dal dover operare in un sistema, quello statunitense, carente di servizi sanitari pubblici. Il tema del meeting di quest’anno sfida gli oncologi a identificare le modalità per garantire che tutti i pazienti possano accedere e beneficiare dei più recenti progressi in campo oncologico, comprese le terapie più avanzate e di qualità. Di qui il titolo: “Equità: Per ogni paziente. Ogni giorno. Ovunque”, a sottolineare quanto sia importante per i professionisti dell’oncologia capitalizzare gli attuali progressi per assicurarsi che la giustizia nelle cure dei tumori diventi una realtà per tutte le persone che ne soffrono.

«Non importa se gli impedimenti sono dovuti alla geografia, alla razza o all’etnia, all’età, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, e neppure all’assicurazione sanitaria o al livello culturale, o a tutti questi fattori insieme: noi oncologi abbiamo la responsabilità di affrontarli a testa alta», ha detto la Presidente ASCO Lori J. Pierce. Lory Pierce terrà il suo discorso proprio sul tema dell’equità nelle cure, raccomandando che tutti i pazienti abbiano accesso alla più alta qualità e alla terapia più indicata. Ma la sessione di apertura del congresso prevede anche tre relatori ospiti. ASCO omaggerà Julio Frenk, il primo degli invitati, i cui nonni paterni fuggirono dalla Germania nei primi anni ’30 per costruirsi una nuova vita in Messico, dove il dottor Frenk ha riversato la sua profonda gratitudine nei confronti di chi aveva accolto la sua famiglia nell’impegno di tutta la vita per migliorare la salute, l’istruzione e il benessere di tutti. Julio Frenk è stato allievo di Avedis Donabedian, dal quale ha ereditato l’attenzione per la dimensione etica, per un’educazione capace di orientare il ragionamento, un’impostazione semantica e logica piuttosto che soltanto tecnica. Attualmente, Frenk è presidente dell’Università di Miami, dopo esser stato decano della Harvard T.H. Chan School of Public Health e Ministro della Salute del Messico dal 2000 al 2006. Anche Rhea Boyd interverrà alla sessione inaugurale come ospite. La dottoressa Boyd è pediatra, sostenitrice della salute pubblica e da anni scrive e insegna sul rapporto tra razzismo strutturale, disuguaglianza e salute. La sua attenzione si focalizza in particolare sull’impatto sulla salute pubblica delle pratiche violente spesso violente della polizia e dei suoi abusi sui minori. La dottoressa Boyd è responsabile medico del San Diego 211 e direttrice del California Children’s Trust. I partecipanti alla sessione di apertura avranno modo infine di ascoltare Norman E. “Ned” Sharpless, quindicesimo Direttore del National Cancer Institute. Prima della sua nomina, Sharpless è stato dal 2014 direttore del Lineberger Comprehensive Cancer Center presso l’Università del North Carolina. A Norman Sharpless è affidata una riflessione sui progressi nelle cure tumorali in occasione del 50° anniversario del National Cancer Act.

Luciano De Fiore