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ASCO 2017: rischio di recidiva di CRC quasi dimezzato in chi assume frutta secca a guscio

By 22 Maggio 2017Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

All’ASCO 2017 verranno presentati i risultati di uno studio osservazionale condotto su 826 pazienti con carcinoma colorettale al terzo stadio. Lo studio ha rilevato una riduzione del tasso di recidiva del 42% e una riduzione della mortalità del 57% nei pazienti (il 19% del totale) che hanno assunto circa 60 g (≥ 2 oz) di frutta secca a guscio a settimana. I benefici sono stati significativi per tutti i fattori che possono influenzare la recidiva neoplastica, quali età, BMI, genere, e mutazioni genetiche comuni. Tali benefici poi, a una successiva analisi, sono stati circoscritti alla sola assunzione di frutta proveniente da albero, tra cui mandorle, noci, nocciole, anacardi, noci pecan: non si è infatti riscontrata riduzione di recidive né di mortalità in pazienti che hanno mangiato arachidi o burro d’arachidi, peraltro di larghissimo consumo negli Stati Uniti. Gli autori sostengono che ciò sia da ricondurre alla diversa composizione metabolica dei legumi (di cui le arachidi fanno parte) rispetto ai frutti oleaginosi da albero. Naturalmente si attendono ulteriori approfondimenti in merito.

“Numerosi studi hanno già dimostrato gli effetti benefici della frutta oleaginosa nelle patologie cardiovascolari e nel diabete, per questo abbiamo ritenuto importante appurare se potessimo replicarli anche nel caso di pazienti affetti da CRC”, ha commentato il primo autore dello studio, Temidayo Fadelu del Dana Farber Cancer Institute. I ricercatori hanno analizzato un questionario erogato durante un trial clinico CALGB, iniziato nel 1999, condotto su pazienti affetti da carcinoma colorettale al terzo stadio. Il questionario è stato somministrato al completamento del ciclo di chemioterapia è ha indagato le abitudini alimentari dei pazienti, in particolare in merito all’assunzione di frutta oleaginosa. L’attenzione dei ricercatori si è focalizzata su questi alimenti proprio per la loro correlazione con una minor incidenza di obesità, diabete di tipo 2 e insulino-resistenza –condizioni, queste, generalmente associate a un rischio aumentato di recidive e mortalità in caso di tumore al colon.

Si tratta di uno dei primi studi sul CRC in cui l’integrazione di frutta secca a guscio nella dieta è valutata non per il suo valore preventivo ma per la sua capacità di ridurre recidive e mortalità. Con questo i ricercatori ovviamente non intendono suggerire una sostituzione delle terapie standard in favore di una dieta più ricca di frutta oleaginosa, quanto piuttosto promuovere abitudini alimentari sane che dimostrano di apportare benefici anche in termini di outcome clinici. “È necessario valutare il potenziale impatto positivo sulla sopravvivenza anche a diversi stadi della patologia, con particolare attenzione al quarto”, chiosa Fadelu, “e comprendere in che modo il consumo di questi alimenti si associ a un effetto protettivo. A tal proposito, potrebbe essere opportuno condurre un trial randomizzato controllato in cui si raccomandi sin dall’inizio il consumo di frutta secca a guscio, in modo da acclararne la diretta correlazione con la riduzione di recidive e mortalità post-trattamento del carcinoma colorettale”.


Livia Costa

▼ Temidayo Fadelu et al. Abstract No: 3517, 2017 ASCO Annual Meeting.