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ASCO 2017: olaparib nel trattamento del carcinoma della mammella BRCA+ metastatico

By 4 Giugno 2017Maggio 12th, 2021No Comments
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I PARP inibitori rappresentano una nuova opzione di trattamento per il carcinoma della mammella? Sì, secondo i dati dello studio di fase III OlympiAD, presentato al meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago, che ha messo a confronto olaparib e la chemioterapia standard.

I ricercatori coordinati da Mark E. Robson del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York hanno randomizzato 302 pazienti con carcinoma della mammella metastatico BRCA mutato sia HR+ che triplo negativo a olaparib orale o chemioterapia standard (capecitabina, vinorelbina, eribulina) fino a progressione o allo sviluppo di effetti collaterali. È stata registrata una riduzione dei tumori nel 60% delle pazienti del gruppo olaparib e nel 29% del gruppo standard: dopo un follow up di 14 mesi le pazienti trattate con olaparib mostravano un tasso di progressione inferiore del 42% (tempo di progressione medio 7 mesi vs 4,2 mesi del gruppo chemioterapia). Anche la seconda progressione si è rivelata più dilatata nel tempo nel gruppo olaparib, a riprova del fatto che il tumore non si fa più aggressivo al cessare dell’effetto protettivo del farmaco. La qualità di vita, infine, è risultata significativamente migliore nel gruppo olaparib.

I dati non consentono ancora di valutare l’overall survival, ma lo studio potrebbe sancire l’ingresso di olaparib e dei PARP inibitori nel trattamento del carcinoma della mammella. Spiega Mark E. Robson: “La cosa più incoraggiante è che olaparib mostra di essere efficace nelle pazienti con carcinoma triplo negativo BRCA mutato: si tratta di un tumore particolarmente difficile da trattare e che spesso colpisce donne molto giovani”.

“Questi risultati a lungo attesi mostrano che questa nuova classe di farmaci può darci ottimi risultati nelle pazienti con carcinomi della mammella BRCA mutati”, conclude Daniel F. Hayes, Presidente ASCO. “Da sottolineare che ora siamo in grado non solo di scegliere un trattamento per il carcinoma della mammella in base alle mutazioni genetiche del tumore, ma anche in base ai fattori ereditari che ne determinano e indirizzano lo sviluppo”.


David Frati

▼Robson ME, Im SA, Senkus E, Xu B, Domchek SM, Masuda N, Delaloge S et al. OlympiAD: Phase III trial of olaparib monotherapy versus chemotherapy for patients (pts) with HER2-negative metastatic breast cancer (mBC) and a germline BRCA mutation (gBRCAm). Abstract LBA4, ASCO Annual Meeting 2017.