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ASCO 2015: progressi nella leucemia linfatica cronica

By 10 Giugno 2015Aprile 7th, 2021No Comments
Dai congressi

Come di consueto nei congressi oncologici americani, all’ASCO sono stati presentati dati molto interessanti anche sulle nuove terapie dei tumori del sangue. In particolare, l’attenzione si è focalizzata sui dati dello studio di fase III HELIOS, incentrato su un farmaco che inaugura una nuova classe di agenti, l’ibrutinib, un anti tirosin-chinasi che inibisce la proteina di Bruton che alimenta la crescita dei linfociti nella leucemia linfatica cronica, la forma leucemica più comune tra gli adulti nei Paesi occidentali.

Il trial ha confrontato l’assunzione di ibrutinib + bendamustina/rituximab (BR) rispetto a BR + placebo in 578 pazienti già trattati assegnati randomicamente ai due bracci, riscontrando un miglioramento negli esiti dei malati del primo braccio. Per molti anni, proprio la combinazione di chemioterapia e terapia a bersaglio molecolare (come rituximab) ha costituito lo standard, consentendo almeno il controllo della malattia, anche per molti anni, pur non essendo risolutiva.

Ad un follow-up mediano di 17 mesi, nei pazienti che avevano ricevuto ibrutinib per via orale una volta al giorno e BR si è riscontrata una diminuzione del rischio del 80% di progressione di malattia o morte, rispetto a coloro che avevano ricevuto placebo e BR. Il tasso di risposta è stato significativamente più alto (82,7%) nel gruppo trattato con ibrutinib rispetto al controllo (67,8% ). Anche la fatigue collegata al trattamento è migliorata nel braccio col nuovo farmaco, ed i miglioramenti sono stati avvertiti dai pazienti prima nel braccio con ibrutinib (a sei mesi, contro i 14 mesi dell’altro braccio). Dato il notevole miglioramento, è stato consentito ai pazienti dal gruppo placebo di passare a ricevere il nuovo farmaco.

Secondo Asher Chanan-Khan (Mayo Clinic di Jacksonville, FL), autore principale dello studio, si tratta di “uno degli studi clinici più rigorosi condotti finora nel campo della leucemia linfoide cronica, in grado di convalidare ibrutinib come farmaco importante per questo tipo di tumore. Ora sappiamo che ibrutinib può essere accoppiato in modo sicuro con la terapia esistente per prolungare in misura significativa le remissioni e migliorare il benessere dei pazienti”.  Si tratta adesso di passare a testare il nuovo farmaco come singolo agente terapeutico ed in associazione con farmaci diretti contro l’antigene CD20 in pazienti naïve con leucemia linfatica cronica sintomatica o asintomatica.

Fonte: ASCO 2015 LBA7005: Ibrutinib combined with bendamustine and rituximab (BR) in previously treated chronic lymphocytic leukemia/small lymphocytic lymphoma (CLL/SLL): First results from a randomized, double-blind, placebo-controlled, phase III study.