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ASCO 2015: la sfida della Global Oncology

By 30 Maggio 2015Maggio 31st, 2015No Comments
Dai congressi

Ha avuto un significato speciale dedicare il simposio inaugurale del 51° Congresso ASCO al tema della Global Oncology. È segno evidente che la medicina dei Paesi affluenti è ormai consapevole della necessità di uno sforzo mondiale per ridurre ovunque la crescente incidenza delle malattie oncologiche. Un 70% dei nuovi casi di cancro si riscontra nei Paesi meno preparati ad affrontare la malattia. I tassi di sopravvivenza non raggiungono neppure la metà di quelli dei Paesi del Primo Mondo. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’Africa, dove un team internazionale multidisciplinare, composto da volontari britannici, statunitensi, europei ed ugandesi è impegnato in progetti educazionali che coinvolgono Ghana, Malawi e Uganda. Si sa che in molti Paesi africani manca addirittura un reparto di radioterapia. In particolare, in Ghana un problema a sé è costituito dalla necessità di migliorare le terapie dei tumori infantili e ginecologici. Basti pensare che in tutta l’Africa l’incidenza del tumore della cervice è nove volte maggiore che negli Stati Uniti ed ha una mortalità 24 volte superiore.
Programmi speciali sono rivolti all’insegnamento e all’aggiornamento di medici e personale infermieristico per accrescere le competenze e insieme le risorse terapeutiche, diagnostiche, palliativistiche e comunicazionali. Un grande buco nero è costituito inoltre dalla carenza di strutture di patologia clinica. Di grande interesse la relazione di Sun Young Rha (Seoul, Corea del Sud), incentrata sul confronto est-ovest in tema di carcinoma gastrico, il tumore più prevalente in Corea del Sud con un trend di sopravvivenza di 5-10 anni. Ed in effetti, esser malati di carcinoma gastrico in Europa o in Asia è ancora cosa assai diversa, ha commentato Peter Paul Yu, Presidente dell’ASCO. Tuttavia, la Corea ed altri Paesi asiatici non costituiscono un caso a sé, come ha dimostrato Gilberto Lopes (San Paolo), illustrando le problematiche assistenziali dei malati oncologici in Brasile e, più in generale, in America Latina e nei Paesi caraibici. Già un’inchiesta del Lancet Oncology del 2013 aveva stabilito che questi Paesi soffrono per un progressivo aumento di tumori, per una situazione economica non in grado di fronteggiarlo e per un’iniqua distribuzione delle risorse, oltre che per uno standard terapeutico non adeguato. Ovviamente, un’attenzione tutta particolare dev’esser rivolta a render accessibili a prezzi ragionevoli anche i nuovi farmaci in queste aree.
Il simposio ha in ogni caso reso evidente la dimensione del problema e la crescente consapevolezza che le oncologie dei Paesi avanzati stanno maturando.

Fonte: New Global Oncology Symposium, ASCO 2015 (Chicago)